Meo Sacchetti: siamo in guerra
Rastelli: «Immagini impressionanti, siamo spettatori indifesi»
SASSARI. «Io sono d’accordo con Hollande: siamo in guerra. Ci vogliono togliere la serenità, per questo non dobbiamo dargliela vinta. Non dobbiamo aver paura, non si deve smettere di andare in vacanza a Roma o Parigi». Meo Sacchetti, allenatore della Dinamo, è rimasto scosso dai fatti di Parigi e dalle immagini del terrorismo che ormai è anche negli stadi: «Prima sceglievano luoghi simbolo – dice – ormai non ci sono più distinzioni. Colpiscono nei ristoranti e nei teatri e anche negli stadi, mi ha fatto impressione vedere la faccia pietrificata di un giocatore di calcio. Paura che possa succedere di vivere in prima persona un fatto come questo a me e alla Dinamo durante una trasferta in Europa? Io sono fatalista, se una cosa deve succedere succede, non mi faccio spaventare. Credo invece che per combattere questa guerra serva soprattutto la coesione tra stati e popoli democratici».
«Stavo guardando Belgio-Italia, ho sentito degli attentati di Parigi e ho cambiato su Francia-Germania. Terribile, un dramma». Pallone, cultura e civiltà nelle dichiarazioni dell’allenatore del Cagliari Massimo Rastelli. «Queste vicende scuotono tutti ma abbiamo l’obbligo di isolarci – aggiunge –, sappiamo che ci sono figure adeguate per rispondere al meglio a questi attacchi terroristici». Il tecnico ha tenuto d’occhio l’evolversi della tragedia: «Ho seguito la vicenda in tv. Questi avvenimenti fanno impressione, noi siamo uomini di calcio, spettatori indifesi. Con lo Spezia andiamo in campo cercando di isolarci per un attimo dai problemi del mondo intero».
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