La Nuova Sardegna

Così ci vedono i maestri della fotografia

di Angiola Bellu
Così ci vedono i maestri della fotografia

Inaugurata a Milano la mostra «Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l'Italia»

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MILANO. Fermare il tempo per cogliere il momento decisivo nel flusso della realtà: questa la magia senza tempo della fotografia di Henri Cartier-Bresson, che ha influenzato generazioni di fotografi di tutto il mondo, tanto da essere riconosciuto dai più come il padre della fotografia del Novecento. Ed è proprio il suo sguardo magistrale – è lui il primo ad essere arrivato in Italia negli anni Trenta – che apre il percorso della mostra Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l'Italia, appena inaugurata al Palazzo della Ragione, in cui è esposto il lavoro (oltre duecento immagini) di trentasei grandi fotografi internazionali che hanno ritratto il nostro Paese nell'arco di ottant'anni. Ultimo battito d'ali di Expo 2015, l'evento restituisce al visitatore l'immagine caleidoscopica di un Italia fatta di paesaggi, città e periferie, di miseria e grandezza, di fede, religione, lavoro, tristezza e gioia.

La narrazione poetica in bianco e nero di Cartier-Bresson, che ci accoglie con uno straordinario e attualissimo autoritratto del 1933, diventa reportage con Robert Capa che ha fotografato il nostro Paese al seguito delle truppe americane nel 1943, che dalla Sicilia risalivano verso Napoli; mentre David Seymour riflette sulla spiritualità, sulla fede e sull'universo ecclesiale – romano e non – arrivando fino alla processione di sant'Efisio a Cagliari, nel 1954.

Miseria, privazione esistenziale e sfaceli architettonici emergono con forza dal lavoro di Art Kane, che lancia un memento, sul finire degli anni Sessanta, sui pericoli che corre Venezia vedendone la sua scomparsa; e da quello di Michel Ackerman che ritrare la parte sofferente della molteplice anima napoletana. Poesia, racconto, denuncia si affiancano al classicismo fotografico di Claude Nori, che torna alle proprie radici – di italiano emigrato in Francia – sul litorale adriatico, e di Helmut Newton, famoso per i suoi nudi d'autore, che qui, in “72 ore a Roma” crea la propria passaggiata notturna nel centro monumetale della capitale.

La fotografia onirica è qui rappresentata da Irene Kung che ci fa vedere, da una prospettiva magica e immersi in un'atmosfera rarefatta, gli antichi e i nuovissimi monumenti di Milano. Martin Parr ci restituisce in chiave ironica uno dei tratti distintivi della nostra era: gli autoscatti selvaggi, i selfie ad oltranza diventano oggetto di riflessione fotografica e Parr immortala i turisti sulla costiera amalfitana, impegnati a fotografare se stessi, a ribadire l'«io c'ero» più che a godere del viaggio. Immancabile, e quindi presente anche in questo viaggio fotografico, è Sebastiao Salgado,che usa con arte il suo obiettivo per reportage di impianto umanitario e sociale, che qui racconta, con toni epici, la vita in mare e a terra dei pescatori di tonno siciliani.

Storia d'Italia per immagini – alcune ormai diventate icone del nostro immaginario – storia della fotografia e di tutti i suoi linguaggi, riflessione sui diversi stili e sui diversi autori: Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l'Italia è tutto questo ma è anche riflessione sui cambiamenti di costume, di gusto e sociali dell’Italia degli ultimi 80 anni.

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