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La paura contagia la Germania

La paura contagia la Germania

Per la cancelliera Merkel giusto annullare la partita: ma la vita deve riprendere

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BERLINO. La Germania adesso ha paura. E si chiede come andrà avanti la vita di ogni giorno, a questo punto. Nessuna traccia di esplosivo e neppure un arresto: Hannover ha attraversato incolume l’allarme terrorismo della notte scorsa. E il giorno dopo, cessato l’incubo di un pericolo concreto e imminente, la politica non aspetta neppure che la domanda le venga rivolta: la decisione di annullare la partita Germania-Olanda, affermano tutti, dandosi la risposta da soli, è stata «giusta». Una decisione «responsabile» per Angela Merkel, «inevitabile» per il capo della Polizia federale (Bka), Holger Muench. Mentre il ministro dell’Interno Thomas de Maiziere è tornato sui rischi vissuti dal continente in questi giorni, per far capire - nel rendere esplicito ancora una volta che non tutto può essere comunicato - che la «situazione è seria, molto seria»: gli attacchi di Parigi sarebbero solo «parte di una serie di attentati coordinati dall’Isis all’Europa», ha spiegato prendendo la parola dopo il blitz di Saint-Denis a Parigi a un incontro con addetti alla sicurezza a Berlino.

Va da sé che il clima non sia affatto più sereno, anche se il «rischio acuto» annunciato per il capoluogo della Bassa Sassonia è stato superato prima dell’alba. Nel pomeriggio è stata evacuata la stazione centrale di Bonn, per un oggetto sospetto. Uno dei falsi allarmi che proliferano, anche per le numerose segnalazioni dei tedeschi, che oggi si sentono assai meno sicuri. Spinti da quel mix di ansie e senso civico che li caratterizza come popolazione, vanno in queste ore automaticamente a caccia di «stranezze».

Intanto il dibattito pubblico si concentra su quel «campo di tensione fra sicurezza e libertà» - la definizione era contenuta nel brevissimo statement rilasciato dalla Merkel - divenuto il dilemma con cui avranno a che fare i cittadini federali nei prossimi mesi. A partire da quando dovranno decidere se concedersi anche quest’anno ai mercatini di Natale l’amato «Gluehwein» (il vin brulé). Un rito cui è difficile rinunciare per la gente in tutto il paese, proprio come per i tifosi a una partita di calcio. La normalità deve però essere rapidamente ristabilita, e il primo segnale lo dà l’annuncio che le partite di Bundesliga per il fine settimana sono confermate. I tedeschi devono tornare negli stadi, nei teatri, nei locali, «sarà nostro compito incoraggiarvi a farlo», ha detto fra l’altro de Maiziere. Ma questa vita «normale» sarà blindata.

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