La Nuova Sardegna

In Gallura cresce la tensione

di Giampiero Cocco

Al Costa Smeralda intensificata la sorveglianza per i voli internazionali

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OLBIA. La minaccia di attentati da parte dei fondamentalisti islamici dell’Isis ha portato al progressivo aumento dei controlli di sicurezza i nei porti e negli aeroporti della Gallura, ritenuti da sempre obiettivi sensibili. Le disposizioni del ministero dell’Interno, che ha elevato a 2 lo stato di allerta nazionale (in Italia i gradi sono tre) prevedono, oltre all’identificazione dei passeggeri, il controllo fisico sul bagaglio a mano dopo il passaggio nei varchi radiogeni e ulteriori controlli di sicurezza a campione che potranno essere disposti prima dell’imbarco nell’area sterile aeroportuale. Un discorso a parte e controlli più accurati sono stati predisposti sul bagaglio imbarcato nelle stive degli aerei, che potranno essere bloccati e identificati, prima della partenza del volo, dal proprietario. L’Enac, ha spiegato ieri il direttore dell’aeroporto di Olbia Marco Di Giugno, ha diramato un notam nel quale i passeggeri vengono invitati a presentarsi ai varco con congruo anticipo (anche due ore, in caso di tratte internazionali) prima della partenza del volo. Identica situazione nei porti, dove i varchi d’accesso per gli autoveicoli e autocarri sono vigilanti dalla polizia aeroportuale e dal personale di sicurezza della vigilanza privata. Controlli a campione sono previsti in qualunque momento, mentre l’accesso all’aerea portuale dei passeggeri a piedi è soggetta ai varchi allertati all’interno delle stazioni marittime. Nel frattempo uno degli arrestati dalla divisione antiterrorismo della Dda di Cagliari e dalla Digos di Sassari, l’ex imam di Bergamo Hafiz Muhammad Zulkifal avrebbe esultato, con altri quattro detenuti del supercarcere di Rossano Calabro, durante i sanguinosi attentati messi a segno a Parigi, mentre gli assassini dell’Isis falcidiavano vite umane nei bistrò e nel teatro parigino. Lo confermano i rapporti di servizio degli agenti della polizia penitenziaria dell’istituto, ribattezzato la “Guantanamo calabrese”, una sezione speciale di Alta sicurezza 2, in una scala che va dall’1 al 3, un supercarcere “dedicato” dal 2009 ad accogliere presunti affiliati ad Al Qaeda. Tra i 21 detenuti c’è anche l’ex imam, finito dietro le sbarre con l’accusa di strage e associazione a delinquere perché sospettato di avere avuto un ruolo nell’attentato del 2009 al mercato di Peshawar, in Pakistan, dove morirono 100 persone. Una accusa per la quale l’uomo è sotto processo a Sassari, il 16 dicembre. L’avvocato dell’uomo, Omar Massimo Hegazi, ha dichiarato che «se dovesse venir fuori, al di là di ogni dubbio, che il mio assistito è tra coloro che hanno gioito alla notizia degli attentati in Francia rinuncerò al mandato».

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