La Nuova Sardegna

Le storie senza tempo di Eugenio Finardi

di Monica De Murtas
Le storie senza tempo di Eugenio Finardi

Sassari, domani incontro all’Azuni e concerto al Verdi

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SASSARI. Prosegue la stagione del teatro Verdi domani alle 21 con l’atteso live di un grande protagonista della musica italiana: Eugenio Finardi. L’artista (ieri al Bflat di Cagliari) porta in scena l’ormai consolidato progetto “Parole & Musica” format di incontri-concerto caratterizzato da un'atmosfera intima e coinvolgente in cui Finardi si racconta attraverso la storia delle sue più famose canzoni. «L’idea di questo lavoro è nata proprio dal pubblico –dice Finardi – che sentivo interessato ad approfondire la genesi dei brani. Specialmente nei teatri, negli spazi più raccolti si crea un dialogo diretto con gli spettatori che oltre la musica cercano una testimonianza, un mio personale punto di vista sull’epoca straordinaria di cui son stato protagonista insieme ad altri cantautori della mia generazione».

Durante questi incontri, Finardi suona e approfondisce i testi, rievoca ricordi non solo attraverso i brani in scaletta ma con improvvisazioni che scaturiscono dalla conversazione. «Come cantautore ho avuto il privilegio enorme di entrare nella vita della gente – prosegue – di accompagnarla con le mie canzoni che diventano il testo di un incontro dove parole e suggestioni musicali si incontrano e in cui sono accompagnato da altri tre amici musicisti: Paolo Gambino (tastiere); Giovanni Maggiore “Giuvazza” (chitarre) e Federica Goldberg (violoncello). Suoniamo in acustico e tutto è molto semplice, viene naturale chiacchierare e suonare». Mai uguale sera dopo sera il live è un ampio spazio d’intrattenimento che conferma Finardi come un’artista che sa parlare all’anima della gente oltre che stupire e divertire con le sue doti affabulatorie.

Interprete di grande appeal il cantautore è considerato un outsider per il suo atteggiamento indipendente, conservato nonostante l’immensa popolarità raggiunta in 40 anni di attività musicale.

La sua natura sperimentatrice e non etichettabile gli è valsa la definizione di “primo vero indie” da parte dell'attuale scena cantautorale italiana, che vede in lui un modello di riferimento. Finardi negli ultimi anni si è dedicato anche a percorsi lontani dal suo repertorio tradizionale in cui ha esplorato tra i vari generi anche il blues e il fado portoghese. «In questi ultimi concerti ho inserito nella scaletta un brano scritto tanto tempo fa nel periodo della prima guerra del Golfo si intitola “Mezza Luna”. Dopo la strage del Bataclan di Parigi ci si sente particolarmente coinvolti all’idea di salire su un palco e suonare. I terroristi mirano a distruggere la cultura della gioia con la loro visione distorta della sacralità. Sono nemici di tutto ciò che rende l'umanità tale. Per fortuna in questi momenti drammatici ci sono anche tanti spiragli di speranza. A questo proposito sono molto felice di incontrare domattina gli alunni del Liceo Azuni di Sassari. Questa scuola modello dove hanno studiato Berlinguer, Segni, Togliatti, Cossiga è una scuola pubblica dove insegnano tutt’oggi docenti tenaci e visionari che accompagnano verso l’età adulta ragazzi curiosi e soprattutto consapevoli del fatto che tra quei banchi costruiscono le fondamenta del proprio futuro».

Informazioni al 079 239479.

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