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Mobilitata anche la Brigata

Mobilitata anche la Brigata

Oltre 200 militari sardi partiranno per presidiare i luoghi strategici in Italia

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CAGLIARI. L’isola scopre la guerra. Una guerra subdola a bassa intensità, ma ad alta tensione. Controlli rafforzati in porti e aeroporti. Nelle basi militari della Sardegna i livelli di allerta sono stati elevati. E anche i punti strategici, come raffinerie e centri urbani ad alta densità, vengono presidiati con grande attenzione. Un’attività fatta in silenzio che l’intelligence ha messo in atto.

La paura della minaccia terrorista è diventata allarme massimo. Il venerdì nero di Parigi ha in poco tempo trasformato il livello di attenzione.

Stato d’allerta 2. Lo Stato maggiore dell’esercito ha dichiarato lo Stato di allerta 2 poche ore dopo la strage di Parigi. In tutte le caserme sono stati rafforzati i controlli e dettate regole d’ingaggio precise per i soldati di guardia. Dopo le minacce all’Italia arrivate dai terroristi dell’Isis, la situazione è stata ancora una volta modificata e, anche in vista dell’imminente apertura del Giubileo, migliaia di soldati sono stati richiamati per svolgere il loro servizio nelle strade di Roma, con particolare attenzione per le ambasciate dove maggiore è il rischio di attentati.

Soldati richiamati. L’allerta è scattata anche i Sardegna. È stato predisposto un pesante rafforzamento dei controlli nelle caserme e intorno ai poligoni e a tutti gli obiettivi sensibili. I comandanti militari sono stati richiamati a Roma per pianificare la strategia di difesa e spiegare in che modo saranno impiegati i soldati nei luoghi chiave.

Sembra che almeno in questa primissima fase non sia coinvolta a pieno titolo la Brigata Sassari: i sassarini del 151 e del 152 sarebbero per ora tenuti in stand by, forse perché si stavano già preparando per un’altra più delicata missione all’estero. Anche se non è escluso che comunque gli esperti “diavoli rossi” possano essere coinvolti nel momento cruciale della missione “Strade sicure”: a ridosso dell’apertura del Giubileo. Dal comando Brigata non trapela nulla, ma la tensione in questi giorni è palpabile.

Strade sicure. Sono oltre un centinaio, ma potrebbero essere molti di più, i militari sardi già pronti a partire per partecipare alla missione Strade sicure. Nelle caserme sono in corso i preparativi già dall’inizio della settimana e i soldati che dovranno partecipare alla missione sono stati tutti messi in allerta. Ora aspettano solo la chiamata.

Le regole di ingaggio. La situazione è tanto delicata che durante i servizi nelle strade, al contrario delle precedenti missioni, i soldati dovranno operare con il caricatore già inserito e quindi in stato di allerta massimo. Le nuove regole d’ingaggio sarebbero state spiegate nel corso di una riunione che si è svolta nel comando generale dell’esercito a Roma e alla quale avrebbero partecipato un centinaio di militari, tra ufficiali e sottufficiali, arrivati da tutta Italia.

Subito dopo l’allerta, nelle caserme sono stati intensificate le esercitazioni. Al centro i servizi da svolgere nelle città e in particolare i controlli mirati nei luoghi sensibili in cui si hanno alte concentrazioni di popolazione. A partire per questa emergenza dovrebbero essere un centinaio di soldati sardi che prestano servizio nelle varie caserme della Sardegna. La durata della missione non è stata quantificata in termini di tempo, ma non dovrebbe essere inferiore ai tre mesi. Il Comando militare della Sardegna pianifica le operazioni e i primi militari sardi dovebbero raggiungere Roma all’inizio della prossima settimana.

Per quanto riguarda la Brigata Sassari, dopo l’esercitazione Trident nella quale i Sassarini hanno raccolto elogi da tutti i massimi rappresentanti delle forze armate alleate per la loro grande professionalità mostrata sul campo in condizioni molto difficili, lo Stato maggiore non avrebbe ancora deciso l’utilizzo. Non è improbabile che alcuni ufficiali e sottufficiali, proprio per la grande esperienza maturata nei più delicati teatri di guerra all’estero, possano essere utilizzati come coordinatori dei militari che dovranno operare sulle strade. Ma ancora non ci sarebbe niente di definito.

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