La Nuova Sardegna

Tortolì, attentato a un capannone

di Lamberto Cugudda
Tortolì, attentato a un capannone

Il deposito, sfitto da anni, appartiene al presidente del consorzio industriale

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Hanno utilizzato una potente carica, pare di gelatina, per devastare la metà di un capannone in zona industriale. E lanciare così un "segnale" al Consorzio industriale provinciale Ogliastra – guidato da Mimmo Lai (Pd) -proprietario della struttura, che sarebbe da tempo sottoposta a esecuzione forzata (pignoramento) da parte del tribunale, dopo l’ azione di alcuni creditori. La violenta deflagrazione, registratasi alle 23.20 di sabato, ha provocato il crollo di una parete in calcestruzzo e mattoni alta oltre 12 metri, mentre il cancello dell'ingresso è stato divelto e altre serrande poste ai lati sono state spostate dalla violentissima onda d'urto. Il capannone, a quell'ora della notte era vuoto, anche nell'altra metà che è in affitto, da anni, a una falegnameria. Sul fatto indagano i carabinieri della stazione di Tortolì e il Nucleo operativo della compagnia di Lanusei, coordinati dal capitano Claudio Paparella. «Non sappiamo proprio a cosa sia dovuto questo attentato – ha detto il vice presidente del Consorzio industriale, Mario Murru (Cd) – anche perché, la parte del capannone in cui è atto posto l’ordigno, è sfitta da oltre un anno. Ed è stata pignorata, così come altri capannoni, in seguito all’azione di alcuni creditori (fra i quali pare vi sia la famiglia Mazzella (ndr)). Abbiamo fiducia nell’operato delle forze dell’ordine. E andiamo vanti con l’azione amministrativa». I carabinieri, quest'oggi, dopo che i vigili del fuoco del locale distaccamento permanente avranno messo in totale sicurezza la parte del capannone teatro dell'esplosione del potente ordigno, effettueranno un accurato sopralluogo all'interno, con l’ausilio degli artificieri. I malviventi hanno agito ben conoscendo la zona. Hanno prima raggiunto la parte del capannone affittata a un falegname, praticando un buco di una settantina di centimetri in una serranda che si affaccia su un campo. Una volta all'interno della falegnameria hanno raggiunto il grande e alto pannello in metallo che divide in due il capannone. Lo hanno forzato e sono arrivati nell’altra parte della struttura. Al limite estremo, hanno piazzato un ordigno artigianale, pare fabbricato con gelatina e collegato forse a un timer. L'esplosione è stata violentissima, causando la caduta esterna di parte della parete, con un blocco di 12 metri di altezza in calcestruzzo e mattoni finito nell'area vicina. Lo spostamento d'aria ha anche scardinato una serranda della falegnameria, e “spinto” per un metro alcuni macchinari. A rendersi subito conto di quanto accaduto, il guardiano di un'attività in zona industriale, che ha avvertito i carabinieri. «Esprimo solidarietà ai vertici del Consorzio industriale provinciale Ogliastra _ – ha detto il consigliere regionale ogliastrino Franco Sabatini (Pd) _ – cui è stato indirizzato il pesante avvertimento malavitoso. E li invito ad andare avanti nell'azione amministrativa». Anche il sindaco di Tortolì, Massimo Cannas, la pensa allo stesso modo: «Si tratta di un atto gravissimo contro il Consorzio industriale provinciale Ogliastra, ai cui vertici esprimo solidarietà. Ed è stato posto in essere in un momento in cui tutti siamo impegnati nel fare il massimo sforzo per cercare di creare le condizioni per una nuova crescita del nostro territori».

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