I più fragili: gli espulsi dal lavoro a 50 anni
Cassintegrati e operai in mobilità spesso con figli a carico, sono loro la nuova emergenza
SASSARI. La fascia più fragile è quella dei quasi cinquantenni. Troppo giovani per andare in pensione, troppo anziani per trovare un altro lavoro. Il rapporto della Caritas conferma una situazione molto diffusa nell’isola: a chiudere aiuto per arrivare a fine mese, a volte solo per comprare un medicinale costoso a un figlio, sono quelli lasciati per strada da un mercato del lavoro in agonia. Cassintegrati, operai in mobilità, gente che campa grazie a sussidi, a progetti mirati. Ma che non riesce a mettere insieme i soldi necessari per garantirsi l’autosufficienza.
Chi non ce la fa. I dati della Regione tracciano un quadro chiaro. Nel 2014sono state 13852 le istanze di cassa integrazione in deroga accettate, 8654 le persone che già usufruivano della cassa integrazione. Sono invece 14424 i lavoratori in mobilità, trascinati nel limbo da aziende che chiudono i battenti o si trasformano in qualcosa di diverso, spesso con poche certezze per il personale. Nei primi nove mesi del 2015 la Regione ha accolto ulteriori 717 istanze di cig in deroga e ha accettato 958 istanze di mobilità.
Tutti a casa. Interessanti anche i dati relativi ai licenziamenti: 31167 nel 2014, 23763 nel 2015. In crescita anche il numero dei pensionati: 1734 nel 2014, nei primi mesi del 2015 sono già stati 1840.
Le assunzioni. Il dato è positivo: lo sostiene la Regione e lo conferma l’Osservatorio sul precariato dell’Inps, che prende in esame i primi nove mesi del 2015 raffrontandoli con lo stesso periodo del 2014. In particolare, sono in aumento i contratti a tempo indeterminato: 21.348 nel 2014, sono stati 28.911 nei primi nove mesi del 2015, con una variazione percentuale del 35,4 per cento. Un punto in più rispetto alla media nazionale che si ferma sul 34,4. Diminuiscono invece le assunzioni con contratto a tempo determinato: il calo è del 4,9 per cento, passando da 61.060 assunzioni del 2014 a 58.056 nel 2015. Calo anche per assunzioni in apprendistato: -25,1 per cento nell’isola, a fronte di un -18,4 per cento a livello nazionale.
Segnali di ripresa. Ci sono, appena percettibili e quasi insignificanti se si prende in esame il rapporto della Caritas e ci si sofferma sulle 200 famiglie di nuovi poveri rispetto al 2013. Se il 2014 è stato un anno pessimo, con tutti i principali comparti economici in crisi – nel 2015 si registrano deboli sussulti, per esempio nel campo dell’edilizia. Lo dimostra un dato su tutti: il raffronto tra il numero delle assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro. Nei primi nove mesi del 2015 è positivo: 14.006 assunzioni in più, circa il doppio rispetto al 2014. Ma nel numero complessivo incidono moltissimo i rapporti di lavoro temporaneo, con contratti a termine o le cosiddette prestazioni di valore accessorio.
Fenomeno voucher. Una enormità, con una crescita dell’85,4 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2014. Sono stati 2.868.442 i voucher venduti nell’isola: quasi tre milioni di buoni lavoro del valore nominale di 10 euro destinati al pagamento di prestazioni accessori e occasionali. Dall’inizio dell’anno il boom è stato registrato a livello nazionale, con un aumento medio del 69,3 per cento, ma è la Sardegna la Regione a detenere il record assoluto. E attraverso voucher ma a cadenza mensile sono retribuiti i tirocinanti inseriti nel programma Garanzia Giovani, iniziativa destinata agli under 29 e per la quale la Regione ha una dotazione finanziarai di 54 milioni di euro. Quasi 40mila i giovani che hanno manifestato interesse. Molti, tra loro, delusi perché i compensi promessi tardano ad arrivare.
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