Oggi “DocSS”, omaggio a Pasolini
Il libro di Alessandro Cadoni e “La rabbia di Pasolini” di Bertolucci
SASSARI. Il festival “DocSS - Festival internazionale del cinema documentario urbano” – www.docss.it – si presenta in anteprima con una serata dedicata a Pier Paolo Pasolini, nel quarantennale della sua scomparsa. Al circolo Arci “Il vecchio mulino” oggi alle 18,30 verrà infatti presentato il libro di Alessandro Cadoni, “Il segno della contaminazione. Il film tra critica e letteratura in Pasolini”. In questo volume attraverso un’analisi dello stile cinematografico, si intende riportare ogni manifestazione del Pasolini artista alla sua attenzione ossessiva per il reale. L’innovativo approccio metodologico è quello di trasportare nell’analisi del film le teorie critiche di Erich Auerbach, autore, con il suo saggio “Mimesis”, di una delle più importanti opere di critica letteraria del secolo passato.
Su questa scia, nel segno della contaminazione è analizzata una buona parte della produzione cinematografica di Pasolini. Previsti interventi di Sergio Scavio e di Rita Fadda, storica della lingua. Alessandro Cadoni è attualmente borsista di ricerca in Letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Con la sua tesi di Dottorato ha vinto il premio Pasolini 2010 (Archivio Pasolini / Cineteca di Bologna). Docente di materie letterarie nelle scuole superiori, si occupa, oltre che del rapporto tra cinema, letteratura e altre arti, di narrativa italiana contemporanea e di storia della critica letteraria e cinematografica. Scrive per “La Nuova Sardegna” ed è autore di numerosi saggi per varie riviste specialistiche o opere miscellanee.
Al termine della presentazione seguirà un buffet facoltativo con i vini della cantina di Sorso. Alle 20, 45 si terrà la proiezione del film “La rabbia di Pasolini” di Giuseppe Bertolucci.
Nel 1963 i Cinegiornali Mondo Libero di Gastone Ferranti e i materiali reperiti in Cecoslovacchia, in Unione Sovietica e in Inghilterra costituiscono, nelle mani di Pier Paolo Pasolini, la base per dare vita a “La rabbia”, un’analisi lirica e polemica dei fenomeni e conflitti socio-politici del mondo moderno, dalla Guerra Fredda al Miracolo economico. Un film di montaggio, un’opera giornalistica, per usare le parole di Carlo Di Carlo, «contro il mondo borghese, contro la barbarie, contro l'intolleranza, contro i pregiudizi, la banalità, il perbenismo».
Mentre Pasolini è in moviola per completare la pellicola, il produttore decide di trasformarla in un’opera a quattro mani, affidandone una parte a Giovannino Guareschi, secondo lo schema giornalistico del “visto da destra, visto da sinistra”. Pasolini reagisce con irritazione, ma alla fine accetta e rinuncia alla prima parte per lasciare spazio a Guareschi. Nel 2008 emerge la volontà di “risarcire” Pasolini, tentando di restituire a “La rabbia”, i connotati del progetto originale e ricostruendo i primi 16 minuti.
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