Ryanair: resteremo in Sardegna
La compagnia smentisce le voci di un addio. Ma è scontro a tutto campo tra Cappellacci e Deiana
CAGLIARI. Il Barone rosso contro Snoopy. La battaglia dei cieli sul rischio dell’addio di Ryanair alla Sardegna diventa uno scontro tutto politico. Scontro inutile, perché la compagnia irlandese dopo due giorni di silenzio interviene con poche definitive parole: «La programmazione Ryanair per l'estate 2016 è attualmente in vendita. Non abbiamo intenzione di lasciare la Sardegna e non interveniamo su voci e speculazioni». Poche righe che riportano il sereno. Ma l’alta tensione su Ryanar ha scatenato la battaglia politica.
Cappellacci vs Deiana. Per la Regione è impossibile ritornare al sistema utilizzato nel passato. La Regione spalava milioni di euro dentro le casse delle società di gestione degli aeroporti che le giravano alle compagnie. Un’offerta allettante per rendere appetibili scali marginali nello scacchiere europeo. La legge varata nel 2010 e che per 3 anni ha visto la Regione dare 27 milioni di euro all’anno alle low cost è finita nel mirino dell’Ue. Contro la Sardegna è scattata una procedura di infrazione. L’Europa ha reso le norme ancora più rigide e vietato qualsiasi tipo di sovvenzione diretta. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana ha ricordato come la giunta paghi le scelte sbagliate della gestione Cappellacci. L’ex governatore c’è rimasto malissimo ed è andato all’attacco. «Deiana è un barone rosso dei comunicati stampa, che passa da un annuncio roboante, a un bando comunicato con la fanfara e poi dimenticato con un disinvoltura più vicina al profilo del politicante che a quello del tecnico». Deiana non si fa sfuggire l’assist. «Se io sono il Barone rosso lui è Snoopy – dice – che è seduto sulla casetta e vive nel mondo dei fumetti. Dovrebbe sapere che le decisioni amministrativamente e legislativamente improprie come alcune di quelle prese dalla sua giunta hanno effetto sui posteri anche a distanza di anni. Mi riferisco alla procedure di infrazione aperte sulla legge 10 del 2010 e approvata dalla sua giunta che ancora oggi paralizza l’intera politica regionale in materia di interventi su aeroporti e compagnie aeree. A voler tacere poi sulla scellerata decisione della flotta sarda che ha purtroppo segnato la condanna della Saremar. Non si tratta di scaricabarile. Sarebbe stato sufficiente all'epoca scaricarsi un manualetto di diritto comunitario per evitare disastrosi errori».
Tutti vs tutti. Ma nello spazio dello scontro entrano un po’ tutti. Il senatore Pd Silvio Lai punta il dito contro l’ex governatore. «Cappellacci propone nei suoi comunicati una realtà frutto solo delle sue fantasie e delle bugie che cerca di raccontare. Sui trasporti tralascia il fatto che in questi due anni l’assessore Deiana ha dovuto cercare di porre rimedio ai danni fatti dal governo Cappellacci. Danni che riguardano, per esempio, operazioni di supporto alle compagnie low cost palesemente contrarie a quanto previsto dai regolamenti europei e puntualmente sanzionate dalla Comunità europea che ora chiede la restituzione di quanto elargito».
E sulla diatriba per le low cost interviene anche l’europarlamentare Salvatore Cicu. «La giunta Pigliaru è artefice di un preciso disegno di smantellamento del sistema trasporto aereo sardo – dice Cicu –. Mostra un livello di impreparazione politica senza precedenti e lascia isolata la Sardegna dal resto d'Europa».
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