La Nuova Sardegna

L’INCHIESTA

Donna bigama rischia il carcere

Una parrucchiera si è sposata in Italia e poi in India senza divorziare

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CAGLIARI. Rischia fino a cinque anni di carcere una parrucchiera del Sulcis, accusata di bigamia. Secondo quanto emerso dalle indagini della procura di Cagliari che nei giorni scorsi ha chiuso l’inchiesta sulla vicenda, titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Andrea Massidda, la donna si sarebbe sposata una prima volta in Italia e a distanza di qualche anno una seconda volta in India senza mai divorziare. La vicenda - riferita dall’Agenzia Italia - è saltata fuori quando l’ambasciata italiana di New Delhi ha avviato le pratiche per la trascrizione dell’atto di matrimonio e della contestuale richiesta di visto d’ingresso in Italia per il coniuge indiano. Qui si è verificato l’intoppo: durante la registrazione dei documenti è saltato fuori che la novella sposa, difesa dall’avvocato Gianluca Aste, aveva già un marito. Così l’ambasciata ha sospeso tutto e trasmesso gli atti agli inquirenti. Questi ultimi non escludono che dietro lo sposalizio indiano possa nascondersi un’unione di comodo, nata per consentire allo straniero l’ingresso in Italia.

Quello di bigamia rientra tra i delitti contro il matrimonio previsti dal codice penale. È sanzionato con una pena pesante, che può essere aumentata dal giudice «se il colpevole ha indotto in errore la persona con cui ha contratto matrimonio» raccontando frottole sul proprio stato di libertà. C’è solo una via d’uscita dai guai penali, per chi si sposa due volte: è necessario che uno dei due matrimoni venga annullato. In questo caso il reato viene dichiarato estinto e anche le conseguenze giudiziarie legate al delitto. Peraltro il codice penale italiano prevede ancor’oggi il reato di adulterio, che però può essere commesso soltanto dalla moglie: la pena è fino a un anno di reclusione. La Procura può procedere solo su denuncia del marito.

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