Sanna: «Un forte segnale politico»
Il primo cittadino di Sassari: la maggioranza non può trascurare il nostro no
SASSARI. «La bocciatura del Cal è un forte segnale politico, frutto della fretta e degli ultimatum espressi dall'esecutivo regionale. Siamo sindaci, quindi persone responsabili. Abbiamo già dimostrato di essere capaci di saper guardare oltre e attorno al singolo comune nell'interesse delle comunità che rappresentiamo». Così il sindaco di Sassari Nicola Sanna commenta la decisione espressa ieri dal Consiglio delle autonomie locale sul disegno di legge di riforma degli enti locali proposto dalla giunta regionale, che non approderà nell’aula del consiglio regionale prima del prossimo 9 dicembre
«Vogliamo contribuire – prosegue il sindaco di Sassari, tra i più convinti oppositori dell’attuale schema proposto – al miglioramento del testo con emendamenti ragionati e adeguati alla sfida di riforma economica e sociale richiesti dalla legge Delrio. Nessuna lotta di campanile, dunque, né di ostacolo alla città di Cagliari ma la semplice richiesta di non essere discriminati nelle pari opportunità di sviluppo economico e sociale che lo Stato e l'Unione europea prefigurano per le aree urbane e per le zone interne».
Soddisfazione e sorpresa sono invece i due opposti stati d’animo del sindaco di Castelsardo Franco Cuccureddu, alla guida del coordinamento dei sindaci che chiede la città metropolitana del Nord: «Sono soddisfatto del parere negativo del Cal, che boccia una legge che discrimina, divide, e ha necessità di pesanti correttivi se non di una totale riscrittura. Sono però sorpreso del fatto che il Consiglio delle autonomie locali non abbia usato tutti i 15 giorni a sua disposizione per esaminare la legge più importante su cui si è dovuto esprimere dalla sua costituzione. Non vorrei che il pressing della Regione, evidentemente enorme, abbia per l’ennesima volta mortificato un dibattito, che sarebbe stato sicuramente arricchito dalla riunione dei sindaci in programma a Nuoro venerdì».
«Il parere negativo del Cal – sottolinea il consigliere regionale di Fi ed ex sindaco di Alghero Marco Tedde – è quello più giusto ed equilibrato, per una legge fatta male e frettolosamente. È incredibile che si voglia negare qualsiasi spazio di approfondimento su una materia che è seconda per importanza solo allo Statuto. Anche lasciano da parte la sacrosanta rivendicazione di una seconda città metropolitana è evidente che gli errori presenti sono molti altri. E spesso macroscopici». Sulla scelta della minoranza in Regione di prendere tutti i 10 giorni a sua disposizione per la stesura della sua relazione: «Dieci giorni sono nulla – spiega Tedde, che sabato ad Alghero al Carlos V interverrà a un dibattito sulla Riforma insieme a Cuccureddu e il costituzionalista Omar Chessa – il minimo che il rispetto istituzionale per ma materia trattata ci imponeva di prendere per approfondire la materia. E cercare di migliorare un testo che purtroppo ha veramente poco da salvare».
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