Eurallumina, si tenta il riavvio
Illustrato davanti ai tecnici del Savi il progetto per far ripartire la fabbrica
IGLESIAS. La mobilitazione operaia nel sulcis iglesiente è sempre più aspra e grida a gran voce solo una parola: «Lavoro». Un corteo lungo e chiassoso sotto una pioggia battente si è svolto a Portovesme dai cancelli Eurallumina fino alla sede del Consorzio industriale dove è avvenuta la presentazione pubblica dell'intero progetto di riavvio della fabbrica davanti ai dirigenti regionali del Savi, il servizio di valutazione impatti ambientali. Una fase prevista dalla normativa per il rilascio delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione del progetto. «Riaprite Eurallumina» hanno urlato gli operai per sottolineare l'importanza del piano industriale per l'ammodernamento della raffineria di produzione di allumina. Un piano che se approvato darebbe lavoro a circa 500 persone. «È il lavoro che deve ritornare in questo territorio, perché ci consente una vita serena con le nostre famiglie», ha detto Antonello Pirotto della Rsu. L'amministratore dell'Eurallumina Vincenzo Rosino insieme agli ingegneri dell'EuralEnergy, hanno esposto l'intero progetto che vede la modifica della produzione di allumina, la realizzazione una caldaia a carbone e l'ampliamento del bacino dei fanghi rossi. Tre fasi esposte nell'assemblea per raccogliere osservazioni e chiarimenti. In una sala affollatissima in prima fila c'erano anche il deputato Francesco Sanna, le organizzazioni sindacali, alcuni sindaci del territorio e anche l'imprenditore Paolo Clivati della Ottana Polimeri incuriosito dal progetto industriale. E ieri contemporaneamente all'assemblea Eurallumina, a Carbonia era in corso un'altra assemblea, quella degli operai ex Alcoa preoccupati, ma anche pieni di rabbia e decisi a inasprire la protesta dopo i risultati emersi nella riunione al Ministero dello Sviluppo Economico il 24 novembre.
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