Jesus Christ, forever superstar
Successo al Verdi per la versione italiana del musical di Andrew Lloyd Webber
SASSARI. Forse il clou dello spettacolo è alla fine, quando cantanti e ballerini scendono in platea per ballare e far ballare il pubblico in un esaltante momento che ricrea le atmosfere hippy degli anni Settanta. Stiamo parlando di «Jesus Christ Superstar» che per il secondo anno successivo ha esaltato il pubblico del Nuovo Teatro Verdi come se si assistesse a una grande festa giocata sulle corde della nostalgia e della voglia di divertimento. Pubblico numeroso ed entusiasta che ha seguito lo spettacolo con numerosi applausi.
La formula che ha reso vincente questa rappresentazione va cercata sicuramente nella buona qualità della musica dal vivo, nella spettacolarità delle scene, nell'indubbio talento degli interpreti capitanati dal Gesù del fortunato film di Norman Jewison del 1973, il cantante statunitense Ted Neeley . Sì, proprio lui, a 72 anni che pesano un tanto nella poco giovanile vivacità dei gesti, ma non nella voce, sempre bella e affascinante.
Come sanno bene gli appassionati il musical «Jesus Christ Superstar» è stato scritto dal compositore inglese Andrew Lloyd Webber con testi di Tim Rice. La versione italiana è firmata da Massimo Romeo Piparo, autore e regista creativo che ben 21 anni fa ha proposto l'edizione cantata in inglese e che da 12 anni gira l'Italia e l'Europa, con Ted Neeley nel ruolo del titolo.
Il musical ha il proprio baricentro sia su Gesù che su Giuda, figura umanissima e contradditoria di un personaggio inquieto e tormentato, traditore spinto al suicidio dal suo senso di colpa. E' l’ultima settimana di vita di Gesù, i quadri del racconto scorrono con effetti scenici di grande impatto, tra luci, fiamme, scene mobili: dall’ingresso a Gerusalemme alla congiura dei sacerdoti Caifa e Hannas. E poi l’Ultima Cena, la preghiera nell’orto del Getsemani, il processo inscenato da Ponzio Pilato, la condanna a morte e la crocifissione (che non si vede esattamente, come la Resurrezione). Il pubblico in platea segue con attenzione, applaude, si commuove. Ricorda i brani più noti dell'opera da You really do believe this talk of God is true? alla bellissima I don’t know how to love him della dolce Maria Maddalena, fino a Hosannah cantata in coro dai ballerini/cantanti.
Notevoli alcune scene, alcune segnate dal grande acrobatismo dei ballerini: la sinistra congiura dei sacerdoti con i loro turbanti; i fantasmi che si agitano intorno a Giuda braccato dal proprio senso di colpa, i giochi di luce. Ted Neeley in tunica bianca è talmente calato nel ruolo che deve essersi convinto di essere il Nazareno tanto da benedire anche il pubblico che lo applaude. Molto efficace la scena dal tempio dove i mercanti sono saltimbanchi, uomini sui trampoli e maschere italiane, compreso Pinocchio.
Ma che importa? Il pubblico applaude e va via dal teatro soddisfatto a parte qualche polemica sui prezzi dei biglietti. Alcuni abbonati non hanno gradito di aver pagato anche questo spettacolo di più di quanto abbiano fatto gli spettatori last minute.
In scena al Verdi fino a domani, sempre ore 21.
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