Autorità portuali, il Governo ha deciso: ci sarà solo al Sud
Olbia-Golfo Aranci-Porto Torres diventa un ufficio locale. Ma la Regione può scegliere una sede diversa dal capoluogo
OLBIA. Manca solo l’ufficialità, ma il decreto che riforma la governance dei porti è pronto. In Sardegna vengono cancellate le due attuali Autorità portuali, al loro posto una Autorità di sistema portuale con sede a Cagliari. Scompare Olbia, relegata a direzione di scalo portuale, cioè un ufficio locale, secondario e sottoposto al segretariato generale della nuova AdSp. In altre parole, il nulla dove prima c’era un punto di riferimento del traffico passeggeri nel Mediterraneo, compreso il mercato delle crociere.
La prima indiscrezione sulla bozza del decreto Delrio è stata pubblicata ieri da “Ship2Shore”, autorevole magazine online di economia del mare e dei trasporti. Il decreto legislativo individua 14 nuove Autorità di sistema portuale: Mar Ligure occidentale, Mar Ligure orientale, Tirreno settentrionale, Tirreno centrale, Tirreno centro-meridionale, Tirreno meridionale, Sardegna, Sicilia occidentale, Sicilia orientale e Stretto di Messina, Adriatico meridionale e Ionio, Adriatico centrale, Adriatico centro-settentrionale, Adriatico settentrionale, Adriatico orientale.
Nella bozza viene espressamente indicata la sede, con la puntualizzazione che la scelta potrà essere differente solo se la Regione competente lo chiederà. Un margine concesso alla politica per dispiegare tutte le sue capacità di mediazione. Passati due anni dall’entrata in vigore, il ministro dei Trasporti potrà “modificare le AdSp, valutati i volumi di traffico passeggeri e merci” (crearne di nuove oppure sopprimerne alcune già esistenti).
In linea di massima il decreto assegna alle nuove AdSp le stesse funzioni delle Autorità portuali soppresse e gliene assegna delle altre: il coordinamento delle attività amministrative portuali esercitate dagli altri enti e organismi pubblici comprese nella circoscrizione territoriale; l’amministrazione in via esclusiva del demanio marittimo della propria circoscrizione; la promozione di forme di raccordo con sistemi logistici interportuali.
Definita precisamente anche la natura giuridica delle AdSp: enti pubblici non economici di rilevanza nazionale a ordinamento speciale, dotati di autonomia amministrativa, di bilancio e finanziaria, ma anche di autonomia organizzativa e regolamentare. Le AdSp sono sottoposte a potere di indirizzo e vigilanza da parte del ministero delle Infrastrutture e Trasporti e la gestione contabile e finanziaria è disciplinata da un regolamento interno. Resta immutato il divieto all’esercizio diretto o indiretto di operazioni portuali e attività connesse, ma non si menziona più la possibilità di “partecipare a società esercenti attività accessorie o strumentali rispetto ai compiti istituzionali affidati”.
Nei porti oggi sede di Autorità portuale che non saranno sede di AdSp (è il caso di Olbia) saranno istituite le direzioni di scalo portuale, uffici territoriali con compiti istruttori, sotto coordinamento del segretario generale, ai fini dell’adozione delle deliberazioni di competenza dell’AdSp. Le direzioni avranno compiti propositivi, con riferimento a materie di rilievo locale; amministrativi per materie secondarie e locali e di vigilanza e controllo.
Quanto agli organi delle AdSp, rispetto ad oggi rimarranno presidente, segretario generale e collegio dei revisori dei conti, mentre il comitato portuale sarà rimpiazzato dal comitato di gestione. Il presidente sarà nominato direttamente dal ministro dei Trasporti, sentito il presidente della Regione interessata fra esperti di comprovata esperienza e qualificazione nel settore. Il mandato, rinnovabile una volta sola, sarà triennale.
@marcobittau
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