La Nuova Sardegna

I Giganti superstar in Australia e in America

di Claudio Zoccheddu
I Giganti superstar in Australia e in America

Un ciclo di conferenze a Denver, a Sidney e a Brisbane per presentare i risultati degli scavi archeologici a Mont ’e Prama

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CABRAS. Sempre più interessanti, sempre più famosi. I giganti di Mont’e Prama saranno i protagonisti di un giro del mondo senza nemmeno spostarsi da casa. A portare le statue nuragiche oltre i confini dell’oceano Atlantico, e del Pacifico, sarà il professor Gaetano Ranieri, il geofisico che con il suo radar in grado di indagare il sottosuolo ha svelato alcuni dei segreti custoditi nel ventre della collina di Mont’e Prama.

Sono stati proprio i risultati conseguiti nel Sinis a spingere Ranieri e il suo staff verso Denver, in Colorado, e a Brisbane e Sidney, città australiane con una forte rappresentanza sarda. I primi passi verso il giro del mondo sono stati mossi lo scorso settembre in Piemonte, nell’ambito del 21° meeting europeo di geofisica ambientale e ingegneria: «La nota presentata a Torino è risultata una tra le migliori quattro del convegno europeo», ha annunciato ieri Gaetano Ranieri, «e siamo stati invitati a presentare il caso di Mont'e Prama a Denver, negli Stati Uniti, davanti a più di mille congressisti». Ranieri parlerà di Mont’e Prama al “Sageep”, il 29esimo simposio in cui si discutono le applicazioni della geofisica all’ingegneria e ai problemi ambientali che si terrà tra il 20 e il 24 marzo del prossimo anno. Pochi giorni dopo, Gaetano Ranieri e il suo staff saranno a Brisbane e a Sidney dove terranno una serie di incontri pubblici dedicati proprio ai giganti di Mont’e Prama e alla scoperte rilevate dalle onde sonore del suo georadar: “Parleremo all’Università di Brisbane e ai sardi di Sidney e dell’Australia orientale”, ha confermato il professore.

Il caso delle misteriose statue di pietra arenaria varcherà quindi anche i confini continentali e sarà discusso negli Stati Uniti e in Australia, assumendo contorni sempre più globali e affacciati su un futuro che potrebbe riservare ancora tante sorprese, dal punto di visita della comunicazione e della promozione del patrimonio scultoreo rinvenuto nel Sinis ma soprattutto per quanto riguarda il futuro della scavo che, come lo stesso Ranieri ha annunciato più volte, potrebbe riservare ancora tanti colpi di scena. Le ultime novità sono state comunicate dalla soprintendenza ai Beni archeologici, che ha affidato alla cooperativa Archeosistemi la gestione del sito. Nella collina più famosa del Sinis sono ritrovate più di cento sepolture, di cui moltissime intatte.

Oltre a essere la casa dei giganti di pietra, Mont’e Prama viene ormai raccontata come la prima necropoli nuragica di dimensioni significative. Un esempio unico, almeno per il momento. I numeri, d’altra parte, parlano chiaro: dal 1974 a oggi sono state rinvenute 38 sculture, divise tra tre tipologie di statue (pugilatori, arcieri e guerrieri), betili e modelli di nuraghe oltre a un centinaio di tombe “a pozzetto” sistemate lungo una strada dominata da due edifici che ospitavano le cerimonie di quasi 3mila anni fa.

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