La Nuova Sardegna

Rozzano, proteste e caos per il Natale “cancellato”

di Marianna Bruschi

Il preside spiega perché ha eliminato il concerto. La Cei: «Triste scelta ideologica» Sit in contrapposti davanti all’istituto. Un caso nelle Marche, festa invece a Roma

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La data è quella di sabato 28 novembre. Una circolare di ventuno righe - pubblicata sul sito dell’istituto comprensivo di via dei Garofani a Rozzano, 40mila abitanti alle porte di Milano - porta il titolo «Natale e dintorni» e la firma è del preside, Marco Parma. Scrive per fare chiarezza sulla notizia che da giorni tiene banco su giornali e televisioni: il Natale “cancellato”. Ovvero: il concerto “di Natale” che si chiama “d’inverno”. E poi quel rifiuto posto a due mamme che avevano chiesto di insegnare canti religiosi ai bambini. La lettera del dirigente scolastico circola di profilo in profilo su Facebook e divide insegnanti, genitori e apre il dibattito: davanti alla scuola si alternano striscioni pro e contro di lui. E ieri è arrivato anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha portato un piccolo presepe in dono alla scuola. Si schiera anche l’ex ministro all’Istruzione, Gelmini, come coordinatrice lombarda FI: «Gli stessi islamici di Rozzano hanno chiesto di festeggiare il Natale».

Il dibattito si sposta verso est: a tre ore di macchina da Rozzano, la preside della scuola di Ponzano in provincia di Treviso, ha deciso di non fare nessuna recita di Natale nel suo istituto. «Per motivi di sicurezza», ha spiegato. E i genitori si sono organizzati da soli: la festa si farà in oratorio. A Sassari, invece la scuola elementare di San Donato ha preferito dire no alla visita pastorale del vescovo. Non è certo il primo Natale accompagnato da polemiche scolastiche. Due anni fa a Vistarino - 1500 abitanti a 15 chilometri da Pavia - le maestre avevano deciso di far cantare agli alunni solo canzoni sulla pace, evitando quelle religiose. Un putiferio. Se si cerca su Google «canti di Natale vietati a scuola» l’elenco dei risultati è lungo. Nelle Marche i bambini della scuola di San Lorenzo in Campo dovevano cantare con il coro cittadino in piazza, ma nella scaletta sono state inserite preghiere in musica non condivise con i docenti. E il concerto non si farà. Non senza polemiche. C’è anche chi semplicemente organizza una festa contro il razzismo: come la Pisacane di Roma.

Rozzano è il caso più caldo. Con versioni discordanti. Ancora prima del concerto sì-no c’è la questione crocifissi. Il preside è stato accusato di averli tolti. Ma in quelle 21 righe spiega: «Non ho mai fatto rimuovere crocefissi per un motivo semplice: non c’erano». E la festa? Per i ragazzi delle medie è fissata per il 17 dicembre al teatro Fellini e per le elementari il 21 gennaio “il concerto d’inverno”. Alcune mamme - due secondo il preside - si erano offerte di insegnare canti religiosi durante l’intervallo mensa. E il dirigente scolastico ha detto no. E ha così spiegato: «Credo sia un passo avanti verso l’integrazione e non indietro rispettare la sensibilità di chi la pensa diversamente, ha altre culture o religioni - ribatte il preside - Questa è una scuola multietnica, sarebbe stato giusto se nelle feste di classe una parte dei bambini avessero cantato della canzoni dalle quali erano esclusi altri? e poi dopo quello che è successo a Parigi qualcuno lo avrebbe considerato una provocazione». Nella circolare aggiunge: «Non ho rimandato né cancellato nessun concerto natalizio né altre iniziative programmate dal collegio docenti e dal consiglio di istituto; mi sono, viceversa, adoperato per sostenerle». Il dirigente ora attende un’eventuale decisione dell’ufficio scolastico regionale sul suo incarico. Si è già espressa la Cei: «È pretestuosa e tristemente ideologica la scelta di chi dice di volere rispettare gli altri cancellando, o camuffando, il Natale», ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino

@mariannabruschi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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