La Nuova Sardegna

Alla fine scoppia la pace tra vescovo e dirigente

di Vannalisa Manca
Alla fine scoppia la pace tra vescovo e dirigente

Il monsignore tende la mano e chiama la preside: «Ora incontriamoci» Ci sarà un dibattito nell’istituto per parlare della convivenza tra le culture

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SASSARI. Dopo il no alla visita pastorale nella scuola, le polemiche, le critiche e le proteste, i titoloni sui giornali, le tv, i talk show, ecco che il vescovo lancia i segnali di distensione. Una telefonata di padre Paolo Atzei a Patrizia Mercuri, dirigente scolastica del primo Circolo didattico di San Donato, è servita per chiarire il caso che ha fatto indignare mezza Italia. La dirigente aveva infatti detto no alla visita pastorale del vescovo nella scuola del centro storico e nei plessi periferici da lei guidati, motivando il diniego con la massiccia presenza - 122 su 250 alunni - di bambini di cultura e confessione religiosa diversa da quella cattolica.

E adesso, a metà dicembre, è prevista una grande tavola rotonda, che avverrà nella storica scuola di Sassari, alla presenza del vescovo Atzei, della direttrice Mercuri e di altri dirigenti scolastici, di don Gaetano Galia, direttore della Caritas diocesana e di rappresentanti del mondo cattolico per parlare di inclusione e cooperazione all’interno di un quartiere come San Donato che ha fatto della multiculturalità il suo simbolo.

«Ho rassicurato la direttrice sulla mia totale disponibilità al dialogo - racconta padre Paolo dopo la telefonata di pace fatta -. Non avevo alcuna intenzione di andare nelle classi per fare opera di proselitismo. Volevo incontrare la scuola proprio nel rispetto del progetto di dialogo che con San Donato abbiamo sempre avuto. La collaborazione con la Caritas diocesana è sempre presente. Quindi, mi ha lasciato amarezza tutto il trambusto che si è creato in queste ore. Io avevo taciuto - dice l’arcivescovo -, non avevo detto a nessuno di essere diventato ospite non gradito in una scuola che è sempre stata alla nostra attenzione». Ma alla fine la notizia si è diffusa ugualmente alimentando polemiche, soprattutto dopo il no del preside di Rozzano al canto del “Tu scendi dalle stelle”. «Così ho deciso di fare la telefonata alla direttrice – dice ancora il vescovo –. E l’iniziativa della tavola rotonda mi sembra una buona occasione per discutere di quei temi che stanno a cuore alla Chiesa, alla Scuola e a chi vive nella nostra città e nel quartiere di San Donato».

«Mi fa piacere che il vescovo abbia voluto fare questo gesto di distensione - dice Patrizia Mercuri -. La tavola rotonda? Atzei sta facendo quello che era il mio sogno; incontrarci e incontrare la scuola per rinsaldare il dialogo su territorio ed educazione civile e convivenza democratica. Era proprio quello che desideravo fare - dice ancora la dirigente - e se avessi parlato a suo tempo direttamente con il vescovo e non con suoi intermediari che evidentemente non si sono spiegati, avremmo chiarito come organizzare la visita, perchè – verrà senz’altro detto nella tavola rotonda – si devono trovare soluzioni che non scontentino nessuno».

Nessuna battaglia, quindi, ma anzi pace fatta. Anche nel segno di quanto, nel lontano 2005, si disse in un convegno promosso dalle Politiche per l’immigrazione della Provincia di Sassari, e si misero i punti fermi sul valore della multiculturalità e su un sistema scolastico da adeguare ai grandi mutamenti della società. Con l’invito agli operatori scolastici a rimboccarsi le maniche e a collaborare per assecondare e favorire l’integrazione tra i banchi di scuola.

Un impegno che nella scuola sassarese è stato pienamente raggiunto e particolarmente a San Donato dove i progetti di inclusione e multiculturalità sono diventati un esempio per molte altri istituti italiani.

«Progetti che hanno avuto da sempre la collaborazione della Caritas, con don Francesco Soddu (che oggi dirige la Caritas Italiana), don Gaetano Galia e Speranza Canu – ricorda l’arcivescovo Atzei –. Siamo sempre in prima linea per sostenere l’integrazione degli immigrati e manteniamo il nostro impegno con azioni concrete nella lotta all’abbattimento delle barriere culturali nei confronti degli stranieri». Stop alle tensioni, si ricomincia. E San Donato sarà ancora la scuola-laboratorio simbolo dell’inclusione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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