Il fascino della musica sacra nella voce della Ruggiero
“Cattedrali”: il virtuosismo della cantante si intreccia con le note dell’organo Nell’album pezzi classici e “Deus ti salvet Maria” con la polifonica Santa Cecilia
SASSARI. Nuovo album per la cantante Antonella Ruggiero che ritorna al mondo della musica colta con un progetto originale dal titolo “Cattedrali” pubblicato nei giorni scorsi dalla prestigiosa “Sony Classical”.
Il lavoro che testimonia ancora una volta le capacità vocali e la duttilità dell’artista genovese è composto da 17 brani che Antonella Ruggiero dedica ad un grande amore della sua infanzia: il suono dell’organo, scoperto da bambina nella Chiesa di Santa Maria di Castello a Genova e da allora sempre rimasto per lei fascinoso, familiare ed evocativo. Tutte le tracce eseguite organo e voce propongono al pubblico il suono che la Ruggiero. «Ha sempre trovato perfetto. –Si legge nella presentazione – nell’intreccio con la voce umana». Il restauro dell’organo Mascioni della Cattedrale di Cremona ha aperto la collaborazione con Fausto Caporali – organista residente e professore al Conservatorio di Torino – creando così l’occasione per realizzare un progetto lungamente accarezzato: un concerto e un concept album dedicati appunto al virtuoso intreccio emotivo di organo e voce umana.
Tra gli ospiti dell’album la Polifonica Santa Cecilia di Sassari unico ensemble vocale presente nel progetto oltre a quello della Cattedrale di Cremona dove è stato registrato il cd. La Ruggiero che aveva già collaborato nel 2009 con il coro sassarese per la storica produzione della “Buona Novella” di Fabrizio de Andrè, esegue questa volta con l'ensemble sassarese il “Deus ti salvet Maria”, in una nuova versione corale di Gabriele Verdinelli confermando l’interesse del pubblico e degli artisti per la musica tradizionale della Sardegna. «Le diciassette tracce del cd hanno come comune denominatore il sacro in musica –dice Gabriele Verdinelli – ma l’operazione evita la pura “compilation” di pezzi celebri e segue invece un suo binario originale grazie ad una selezione di brani equilibrata e ben accostata nonostante la sua eterogeneità. A questo si aggiunga l’inconfondibile vocalità di Antonella Ruggiero e gli arrangiamenti di Roberto Colombo che creano una coerente visione interpretativa anche in brani lontani tra loro per stile ed epoca di scrittura».
Oltre all’Ave Maria in sardo troviamo infatti quella di Schubert di Caccini e di Biebl, tra gli altri autori inseriti: Gabriel Fauré e César Franck ma anche l’Ariel Ramirez della Misa Criolla, Fabrizio de Andrè e Daniele Fossati.
Fondamentale inoltre l’apporto strumentale di Fausto Caporali che non si limita ad accompagnare i brani ma li reinterpreta con originalità e abilità virtuosistica. Con questa importante collaborazione la Polifonica Santa Cecilia dimostra ancora una volta la propria versatilità che l’ha portata a ottenere ottimi risultati non solo nel proprio classico repertorio di elezione, ma anche in collaborazioni di frontiera con artisti come gli Inti-Illimani, Donatella Rettore e, nel jazz, con Giorgio Gaslini, Bruno Tommaso, Paolo Fresu e l’Orchestra Jazz della Sardegna.
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