La Nuova Sardegna

La chiave: la novità delle città medie

La mediazione è nel nuovo status quasi metropolitano per Sassari e Olbia

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CAGLIARI. Da Unioni metropolitane a Rete delle città medie: è questa la soluzione prospettata dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru, a tutti i sindaci del Nord-Ovest, Sassari e dintorni, e del Nord-Est, la Gallura con in testa Olbia. Potrebbe sembrare solo una questione di etichette, ma non lo è. La novità è una forma o formula che da sempre piace all’Europa, la ritiene strategica, e sperimentata con ottimi risultati dal Veneto alla Campania. Non è un modello ibrido e neanche un’invenzione a tavolino come potevano essere le Unioni metropolitane, tra l’altro talmente nuove da correre il rischio di non essere neanche capite a Bruxelles. Che invece delle «Città medie» sa tutto e da diverso tempo le finanzia ogni volta che presentano un «buon progetto per lo sviluppo integrato del territorio».

Cosa sono. È vero che la definizione di «Città media» spesso cambia da Stato a Stato, ma esiste uno studio dell’Unione – è molto dettagliato ed è facile da trovare su internet – che non lascia spazio ai dubbi. «Le Città medie – c’è scritto – sono aree urbane dense, formate da diversi Comuni, con di solito un centro guida, destinate a svolgere una funzione decisiva nel sostenere le comunità dal punto di vista sociale ed economico grazie alle infrastrutture di cui sono dotate e soprattutto saranno in grado di farlo se verranno finanziate opere progettate per soddisfare i bisogni rappresentanti dalla rete dei singoli territori».

Quante sono. Le «Città medie» non sono un’entità astratta. Un altro studio, questa volta dell’Anci, le ha censite dalla popolazione ai servizi. E guarda la sorpresa fra le 105 riconosciute in Italia, ci sono Sassari e Olbia. Cioè proprio i due territori che, in questi ultimi mesi, rivendicano con forza quel ruolo di «città metropolitana», invece riconosciuto solo a Cagliari dal Governo e dalla legge di riforma regionale degli Enti locali. Dunque, è proprio questo riconoscimento di «Città media» – sottoscritto anche dall’Europa come si vedrà – a confermare che Sassari e Olbia hanno dalla loro un titolo già acquisto e ufficiale. C’è dell’altro: anche Nuoro, sempre secondo lo studio europeo, potrebbe essere riconosciuta «Città media», con in più, rispetto a Sassari e Olbia, la specificità di «rappresentare un freno allo spopolamento delle zone interne». E forse potrebbe esserci spazio, in questo contenitore, anche per Oristano. Se fosse così, sarebbe la quadratura del cerchio.

Grandi finanziamenti. Le «Città medie» sono coccolate e privilegiate dall’Europa. Tanto che solo in Italia, nella programmazione appena scaduta dei diversi finanziamenti, hanno ottenuto ben 646 milioni per interventi urbani. E in quella cominciata nel 2014 e destinata a concludersi nel 2020 è ipotizzato un aumento considerevole della quota destinata alle «Città medie». Potrebbe essere questa la garanzia pretesa da Sassari e Olbia ma anche da Nuoro e Oristano, per non essere schiacciate nei finanziamenti da Cagliari-città metropolitana? Sì, secondo il presidente della Regione. (ua).

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