La Nuova Sardegna

«Ray Charles mi spinse al blues» Paul Mills live a Rocce Rosse

 «Ray Charles mi spinse al blues» Paul Mills live a Rocce Rosse

LANUSEI. La decisione di abbracciare il blues e il soul, diventando una delle voci più prestigiose della scena british, Paul Millns che aprirà domani alle 21 al teatro Dei la parte ogliastrina di...

2 MINUTI DI LETTURA





LANUSEI. La decisione di abbracciare il blues e il soul, diventando una delle voci più prestigiose della scena british, Paul Millns che aprirà domani alle 21 al teatro Dei la parte ogliastrina di Rocce Rosse – oggi alle 21 all’Auditorium il live di Noa con Gavino Murgia – l’ha presa a quindici anni ascoltando Ray Charles. Un colpo di fulmine per questo raffinato cantautore che ha suonato con il gotha del soul mondiale e domani si esibirà con l’armonicista Butch Coulter per replicare l’indomani alle 21 al Jazzino di Cagliari. «Assolutamente vero – conferma Millns –Ascoltai la sua voce alla radio e da allora smisi di seguire la solita pop music. Due anni dopo andai in autostop a Londra per il suo primo concerto in Inghilterra. Fu una di quelle esperienze che ti cambiano la vita».

Mai avuta la possibilità di incontrarlo di persona ?

«No purtroppo. Ma lo vidi in concerto altre volte incluso il concerto tenuto a Londra pochi mesi prima di morire».

Blues e soul. Quali sono stati i suoi idoli e le passion?

«Dopo aver conosciuto Ray Charles fui conquistato dal mondo del soul e del blues e mi innamorai di cantanti come Aretha Franklin, e Nina Simone. Specie quest’ultima che si muove attraverso i generi. Allo stesso tempo arrivò la rivoluzione del songwriting dylaniano. Per me che iniziavo a comporre apriva molte possibilità espressive. Poi venne la passione per Leonard Cohen, Joni Mitchell, Tim Hardin e altri».

Ha suonato con band e artisti come Alexis Corner e Eric Burdon, aprendo i concerti di John Mayall e Johnny Martin. Qual’è la cosa più importante che ha appreso da loro?

I grandi musicisti ti mostrano come devi essere sincero facendo la tua musica. Prova a concentrarti su quello che fa la tua differenza da altri artisti».

Quale artista l’ha colpito in modo particolare?

«Quando suonavo con Alexis Corner incontrai BB King, così umile e socievole. Incredibile per un così grande uomo e artista. Restai fortemente impressionato dalla sua figura»

Quando decise di iniziare a comporre per sè e suonare con la propria band?

«Scrivo canzoni sin da quando avevo sedici anni, ma nessuno le voleva cantare (allora i cantanti volevano eseguire dal vivo solamente i classici del blues). Così nei primi Settanta iniziai a cantare le mie canzoni incidendo il primo album nel 1975».

Cosa ha ispirato l’ultimo disco “Gone Again”?

«L’album mette insieme i generi che amo, dal blues al jazz includendo folk e country. La title song racconta come ogni volta che provo a migliorarmi devo sempre ripartire di nuovo. Significa che ognuno deve trovare da se stesso il proprio modo di risolvere i problemi sia morali che politici e sociali»

(walter porcedda)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative