Sanità: è bufera in maggioranza
Desini (Cd) attacca l’assessore in consiglio. Poi il via libera alla legge salva Asl
CAGLIARI. L’assessore alla Sanità Luigi Arru stavolta ha rischiato grosso. In aula un consigliere della sua maggioranza, Antonio Desini di Sdl-Cd, gli ha detto a tu per tu: «Con grande rammarico devo purtroppo dire che non sono stati raggiunti i risultati sperati. Questo è accaduto perché non è cambiato nulla rispetto a prima». E sull’aula del Consiglio regionale, prima del voto sulla leggina salva-Asl, è piombato il gelo. È stato un atto di sfiducia stavolta palese da parte di chi, in commissione, s’era astenuto sull’operazione contabile che garantirà alle Aziende sanitarie un extra contributo di 274 milioni per ripianare il disavanzo del 2014 e pagare stipendi e forniture varie. La sciabolata di Desini è stata forte, non inaspettata, fino a costringere il vicepresidente della Giunta, l’assessore Raffaele Paci, a dire: «Parlerò io, non il collega Arru. E intervengo per dire che da parte nostra rinnoviamo la piena fiducia nei confronti di chi, con impegno, vuole ridurre i costi nella sanità e garantire un servizio migliore ai cittadini. Però sia chiaro – ha aggiunto – il deficit non è solo un problema di chi governa o sta all’opposizione, pesa su tutti i sardi. Per questo, presenteremo presto un piano di rientro destinato a coprire il disavanzo del 2015 che ammonta a quasi 400 milioni». Dopo l’intervento di Paci almeno nella maggioranza è ritornato il sereno e infatti, nonostante Desini sia uscito dall’aula al momento del voto, la leggina – che di fatto è un’anticipazione di cassa da parte della tesoreria della Regione, le Asl dovranno restituire i 274 milioni – è passata a larga maggioranza. Anche se in altri interventi della maggioranza, da Daniele Cocco di Sel ad Augusto Cherchi del Partito dei sardi – sono arrivate stilettate più o meno profonde, mentre un sostegno più deciso e diretto all’assessore Arru è stato confermato dal presidente della commissione Sanità Raimondo Perra ((Psi) e da Emilio Usula dei Rossomori. La stilettata più netta è stata quella del capogruppo di Sel. «Assessore – ha detto Cocco – deve riuscire a mettere un freno agli insopportabili battitori liberi, alcuni sono commissari delle Asl, che continuano a fare quello che vogliono. Serve più polso fermo». È ovvio che la bufera scatenata da Desini è stata presa al volo e pretesto dalla minoranza. Forza Italia s’è lanciata nella bagarre col capogruppo Pietro Pittalis e il relatore di minoranza Ignazio Locci. «Siamo alla sfiducia palese – hanno detto uno dopo l’altro – e la maggioranza non può che prenderne atto». Lo stesso hanno ribadito Stefano Tunis, Marco Tedde e Alberto Randazzo sempre di Fi. Invece nono accadrà nulla, nonostante sempre per l’opposizione Giorgio Oppi (Udc) dirà che «qualcuno continua a fare di testa sua, senza confrontarsi e per questo commette e commetterà errori molto grossolani». Anche Attilio Dedoni (Riformatori) ha sparato cannonate d’ogni tipo contro Arru. Ma l’assessore, seppure in silenzio, è rimasto al suo posto e ha lasciato parlare chi, come Paci, ha chiuso l’intervento con queste quattro parole: «La fiducia è confermata». (ua)
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