Il sindaco: «Siamo tutti sotto choc»
Anche il parroco fa fatica a dare un senso a un atto così violento
MARTIS. Un paese scosso nel profondo,perché non conosce la violenza. E anche i suoi massimi rappresentanti fanno fatica a dare un senso a un gesto di così eclatante. «La nostra piccola comunità si è risvegliata scioccata e impaurita – ha commentato il sindaco di Martis Tiziano Lasia –. Perché non abbiamo mai conosciuto questo tipo di episodi di violenza così efferata. Quanto è accaduto è sicuramente frutto di una situazione che è sfuggita di mano. Un momento di ira incontrollata di qualcuno dei due rivali che poi è sfociato in qualcosa di terribile. La speranza mia e dei miei concittadini è ora che questo gravissimo episodio non porti ad altre conseguenze o ad altri episodi delittuosi». Il sindaco non riesce a nascondere il suo disappunto. «La vendetta – sostiene Lasia – non è nel nostro dna e anche se, come un po’ dappertutto, anche nelle nostre campagne si sono verificati episodi di microcriminalità non avremmo mai immaginato che si potesse arrivare a questi eccessi. Il paese si stringe attorno al dramma e al dolore delle due famiglie coinvolte e spera che tutto questo possa risolversi al più presto».
Pochi metri più avanti c’è anche l’anima religiosa del paese. Don Pietro Pruneddu, parroco di Nulvi e da alcuni mesi anche di Martis, è profondamente colpito da quanto accaduto. «Non sta a noi giudicare e trarre conclusioni affrettate su ciò che è accaduto – ha commentato –, per tutelare la sofferenza e la sensibilità delle due famiglie colpite da questo dramma e da un dolore così grande. La misericordia del Signore dà sempre un’opportunità a tutti, di conversione e di perdono. E la violenza non deve generare altra violenza. Questo deve restare un punto fermo». (m.t.)
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