LA TESTIMONIANZA»I PARENTI
DALL’INVIATO MARTIS. «Nostro padre aveva paura che qualcuno potesse tendergli un agguato. Escludiamo categoricamente che sia andato di sua spontanea volontà, per giunta da solo, nell’azienda di Addis....
DALL’INVIATO
MARTIS. «Nostro padre aveva paura che qualcuno potesse tendergli un agguato. Escludiamo categoricamente che sia andato di sua spontanea volontà, per giunta da solo, nell’azienda di Addis. Non lo avrebbe mai fatto». I figli di Valentino Saba parlano per bocca del loro avvocato Giuseppe Onorato e lo dicono senza timore di smentita che il loro padre «temeva quell’uomo. Ecco perché siamo sicuri che non avrebbe mai potuto metter piede nel terreno di sua proprietà». Non di notte, non da solo.
All’indomani dell’omicidio, a casa della vittima c’è tanto dolore. Ma c’è anche rabbia. Perché nessuno crede alla versione fornita da Gavino Addis: «Nostro padre quasi se lo aspettava di essere ucciso. Ieri notte era al bar, abbiamo parlato con alcune persone che lo hanno visto andar via a piedi per tornare a casa. Impossibile che da lì abbia deciso improvvisamente di raggiungere l’azienda di Fransiscu Crappinu. A piedi oltretutto. Non è credibile». E infatti sollevano una molteplicità di dubbi e sospetti che l’avvocato Onorato condivide: «Noi confidiamo nel lavoro degli inquirenti e abbiamo assoluta fiducia. Sapranno ricostruire la verità. Una verità che non può però prescindere dai precedenti episodi che la dicono lunga sull’astio che Addis nutriva nei confronti di Valentino Saba».
L’autopsia – che quasi certamente il medico legale Salvatore Lorenzoni eseguirà lunedì mattina sul cadavere – servirà a chiarire almeno in parte la dinamica dell’omicidio. E anche a dire quale arma verosimilmente ha causato la morte. «Da parte nostra – aggiunge l’avvocato – ci riserveremo di nominare un perito di parte per assistere alle varie operazioni che in casi di questo tipo vengono effettuate. E quando ci sarà il giudizio ci costituiremo parte civile».
Dall’altra parte, però, c’è un uomo finito in carcere per omicidio volontario che molti in paese descrivono come una persona «tranquilla, dedita completamente al lavoro». L’arresto di Gavino Addis ha spiazzato gran parte dei compaesani. Non lo dipingono come un uomo violento, casomai «esasperato perché gliene aveva combinato parecchie Valentino...» si sbilancia alla fine qualcuno. C’è chi ritiene, in sostanza, verosimile che la vittima mercoledì notte fosse lì per un ennesimo dispetto. «Non correva buon sangue tra loro, lo sapevano tutti qui a Martis». E qualcuno si aspettava persino che prima o poi questo odio cresciuto negli anni potesse finire nel sangue.
Ma si tratta di opinioni di paese che hanno necessità di riscontri. Cosa sia accaduto in cima alla collina di Fransiscu Crappinu solo Gavino Addis può dirlo. E lui non ha avuto tentennamenti nella ricostruzione fornita agli inquirenti: «Mi sono difeso, il bastone ce l’aveva Valentino. C’è stata una colluttazione, l’ho colpito». Per ora, nei suoi confronti, resta l’accusa di omicidio volontario. Poi sarà il magistrato a decidere. (Na.Co.)
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