«Senza le tratte delle low cost per il progetto sarà la fine»
SASSARI. Tra i tanti effetti collaterali disastrosi che l’annunciata “fuga” di Rayanair dallo scalo di Fertilia provocherà c’è da considerare anche quello relativo alle attività dell’università...
SASSARI. Tra i tanti effetti collaterali disastrosi che l’annunciata “fuga” di Rayanair dallo scalo di Fertilia provocherà c’è da considerare anche quello relativo alle attività dell’università sassarese. A lanciare l’allarme è il responsabile del progetto Erasmus Luciano Gutierrez. A capo di questo prestigioso settore dell’ateneo da pochi giorni, il delegato del rettore Carpinelli si ritrova a maneggiare un fiore all’occhiello che rischia di appassire precocemente. È proprio sulla mobilità infatti che si basa tutto il settore riguardante i periodi di studio all’estero dei nostri studenti e gli analoghi soggiorni di studenti stranieri a Sassari per frequentare lezioni o effettuare tirocini. «Se Rayanair confermasse le sue intenzioni - afferma sconsolato Gutierrez - il progetto Erasmus perderebbe molta della sua forza. Siamo davvero preoccupati che da aprile questo intendimento della compagnia low-cost diventi realtà».
C’è da dire che proprio il settore della mobilità studentesca negli ultimi anni ha consentito all’università di Sassari di scalare le classifiche che periodicamente vengono stilate sulle prestazioni e in generale sulla qualità degli atenei italiani. Sotto l’aspetto degli scambi di studio con l’estero Sassari risulta infatti al primo posto anche a confronto con università di dimensioni molto più grandi. Un successo che ora rischia di sparire nel nulla. «La nostra università - continua Luciano Gutierrez - ha più di mille studenti in mobilità ogni anno. Di questi 250 vengono da altri Paesig a Sassari per studiare o per tirocinio». Numeri importanti poi per quanto riguarda la Spagna con la quale l’università turritana ha saputo coltivare intensi rapporti di scambio culturale. «Ben 350 studenti all’anno vanno a studiare in atenei della Spagna mentre 120 vengono dalla penisola iberica qui da noi. Va da sè che il fatto di dover prendere due aerei per arrivare fin qui e per tornare a casa con la spesa che ne conseguirebbe, rende molto meno appetibile la scelta di trascorrere un periodo di studio nella nostra città», conclude con non poca amarezza Gutierrez.
Una prospettiva, quella delineata dalla compagnia irlandese, che danneggerebbe l’intera università di Sassari. Fatto sottolineato da Massimo Carpinelli ieri nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico. Il rettore ha affermato che gli esiti di un’operazione del genere sarebbero gravissimi per l’ateneo, visto e considerato che la mission da lui proposta consiste proprio negli intensi rapporti di ricerca con gli atenei di tutto il mondo. (g.g.)
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