La Nuova Sardegna

Il suono del cinema a “Creuza de Ma”

di Walter Porcedda
Il suono del cinema a “Creuza de Ma”

Dal 9 al 12 dicembre torna il festival di Gianfranco Cabiddu

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CAGLIARI. Cinema è anche musica. A dare spesso profondità ed emozione al film è proprio la colonna sonora che in un creativo scambio tra suoni e immagine contribuisce a costruire il magic moment della visione. Su questo vasto e, spesso inesplorato campo di interesse, indaga con curiosità, da otto anni offrendo spunti e stimoli di riflessione il festival “Creuza de ma” diretto dal regista Gianfranco Cabiddu che per la sua nona edizione ha voluto un taglio decisamente più specialistico rispetto immaginando un percorso di worshop e seminari specialisti indirizzati a musicisti e professionisti del cinema, un momento di dibattito con incontri e uno spettacolare con piccoli eventi musicali. La parte più consistente degli appuntamenti da mercoledì 9 al 12 dicembre si terranno presso il Conservatorio “Palestrina” che collabora con il festival aprendo i suoi spazi e quelli del live club Fabrik la sera.

Attesi tanti ospiti, autori di musica per film importanti come Franco Piersanti che ha lavorato con i più importanti registi italiani (da Olmi a Bertolucci da Lucchetti ad Amelio) e Giuliano Taviani, i registi Franco Morichini e Claudio Cupellini, il sound designer Maurizio Argentieri, e il fonico Alessandro Zanon, il rumorista figlio d’arte Marco Marinelli, il musicista Massimo Zamboni, fondatore dei Cccp, la scrittrice Sonya Orfalian, il giornalista e critico musicale Stefano Bonagura, l’antropologa Natascia Palmieri, il compositore e musicologo Riccardo Giagni.

Robusta la sezione cinematografica curata in collaborazione con Sardegna Film commission che ospiterà documentari e grandi film. In particolare, la direttrice Nevina Satta nella prima giornata introdurrà alla visione di tre documentari realizzati nell’ambito del progetto europeo sperimentale “Green 20.20.20” (è la serie web “Kuiles- il filo di Lana” di Tommaso Mannoni, “Nuova era” di Manuele Trullu e il corto di animazione “Il mio cane si chiama vento”). Sul tema “green” a cui il festival dedica una importante attenzione anche la proiezione del film “Ladiri” di Andrea Mura dedicato alla tradizionale tipologia abitativa delle case in terra cruda. Venerdì 11 è previsto un lungo omaggio all’Armenia, nel centenario del genocidio che ricorre quest’anno.

Si comincia alle 15 di venerdì 11 con la proiezione di “Vodka lemon” di Hiner Saleem. Segue “Reminiscenze su Sayat Nova” documentario su Levon Gregorian con mezz’ora di immagini inedite e perse dal film “Il colore del melograno” di Sergej Paradzanov. Si continua con il film “La masseria delle allodole” dei fratelli Taviani e concerto con due film muti di Artavazd Pelesjan musicati dal vivo dalla pianista Irma Toudjian. Sabato tra gli appuntamenti da non perdere la tavola rotonda sulle colonne sonore e la proiezione del film “Il primo uomo” di Gianni Amelio, musiche di Piersanti.

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