Riforma enti locali, le nuove Città medie conquistano i sindaci
È cominciata la no stop di tre giorni fra Regione e Comuni Il nuovo status pare aver convinto anche Sassari e Olbia
CAGLIARI. La riforma degli Enti locali è così urgente che passare al lavoro il fine settimana non può essere un sacrificio. È un dovere. Come promesso e senza neanche un muso lungo, le delegazioni ristrette di Regione, Consiglio e sindaci rimarranno incollate anche oggi e domani al tavolo della trattativa. Hanno cominciato ieri e pare che la lunga discussione preliminare, dal mattino alla sera inoltrata, abbia portato i primi buoni risultati. «Da parte di tutti – ha detto il presidente della commissione Riforme Francesco Agus (Sel) – c’è la volontà di rispettare le scadenze che ci siamo dati nell’ultimo vertice con il presidente Pigliaru». Sono queste: domenica la firma della bozza finale, lunedì l’assemblea dei sindaci e mercoledì l’inizio del dibattito in Consiglio. «Il clima è stato e continuerà a essere sereno», ha sottolineato il presidente. La legge non sarà riscritta, ci saranno però alcune importanti correzioni che la Giunta presenterà in aula come emendamenti.
Unioni soft. Prima di tutto – e da questo punto è cominciato il confronto – sono stati individuati gli articoli che se lasciati com’erano, avrebbero reso complicato l’avvio delle Unioni di Comuni. Ad esempio sarebbe stato raggiunto un accordo di massima sulle funzioni che dovrebbero svolger subito i nuovi «consorzi municipali»: protezione civile, catasto e pianificazione territoriale. Le altre, dalle strade all’edilizia scolastica, resterebbero in carico agli «ambiti strategici». E sarebbe questa uno dei primi aggiustamenti (permessi dallo Statuto) alla confusa legge nazionale sul riordino degli Enti. Ai piccoli Comuni, al tavolo con Omar Hassan (Modolo) ed Emiliano Deiana (Bortigiadas), l’ipotesi di «alleggerire l’avvio» è piaciuta.
Decentramento. La Regione con l’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu ha detto di aver «inteso la legge sempre come con l’occasione perfetta per un effettivo decentramento non solo delle sue funzioni ma anche delle sedi operative». L’offerta è stata ribadita e accolta con soddisfazione dai presidenti dell’Associazione dei Comuni, l’Anci, e dal Consiglio delle autonomie, guidati da Pier Sandro Scano e da Giuseppe Casti. Il traguardo è ora cementare l’intesa con uno o più passaggi chiari all’interno della bozza che lunedì dovrà passare al vaglio dei sindaci convocati ad Abbasanta. Proprio la certezza del decentramento (che a catena dovrebbe riaccendere anche lo sviluppo) potrebbe spianare la strada e rendere il percorso molto più facile.
Città medie. La proposta lanciata qualche giorno fa dal governatore Francesco Pigliaru pare abbia fatto breccia nel gruppo fino a pochi giorni fa deciso a ottenere il ruolo di città metropolitana che invece sarà solo per Cagliari. Il sindaco di Sassari Nicola Sanna, che tra l’altro nell’assemblea nazionale dell’Anci rappresenta proprio le «città medie» isolane, avrebbe chiesto il riconoscimento formale, in legge, del «nuovo tassello istituzionale». Al tavolo gli hanno risposto che «lo status sarà garantito», con insieme la certezza di «avere assicurati diversi finanziamenti europei» visto che da Bruxelles le città medie sono considerate uno dei pilastri dello sviluppo». Anche il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli avrebbe ricevuto le rassicurazioni attese sul ruolo decisivo della Gallura nella nuova mappa degli Enti locali. C’è ancora un problema da chiarire– le «città medie» faranno parte delle rispettive Unioni di Comuni? La risposta dovrebbe essere no: avranno molta più autonomia e «un sicuro e non solo formale ruolo strategico nei territori». Dopo la prima no stop sembrano in crescita anche le quotazioni di Nuoro: dovrebbe essere promossa «città media» con tutti i benefici del caso.
La strada. Fino a domenica le delegazioni saranno impegnate a ricostruire il puzzle della riforma e far combaciare vecchi e nuovi tasselli. Poi spetterà al relatore di maggioranza - Roberto Deriu – preparare la bozza definitiva in cui troveranno spazio gli emendamenti concordati e che la Giunta fra pochi giorni presenterà nell’aula del Consiglio. (ua)
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