Tribunali, su Olbia l’ok di tutti gli Ordini
Unione delle curie: «I presidenti hanno condiviso la volontà dei galluresi di chiudere Tempio»
SASSARI. L’avvocatura sarda difende tutti i suoi tribunali dalla minacciosa scure del ministro Orlando. Giù le mani dalla sezione staccata della Corte d’appello di Sassari. Ma anche dai tre tribunali a rischio estinzione: sei sono e sei devono rimanere. Una presa di posizione fatta propria ieri a Roma anche dal governatore Francesco Pigliaru. Ma sulla sede del foro a essere sovrano è solo l’ordine competente per territorio. E questo è quello che è accaduto in Gallura, dove il 17 febbraio 2014 l’assemblea degli iscritti all’ordine di Tempio ha chiesto il trasferimento della sede a Olbia. Una decisione, supportata dai numeri favorevoli alla città costiera, che l’Unione regionale delle curie ha fatto propria e ha inserito nel documento unitario presentato a Torino. Con il via libera di tutti i presidenti degli ordini degli avvocati. Un’unanimità che due giorni fa si è incrinata con distinguo e prese di distanza per la previsione di spostare il tribunale a Olbia. Un malumore che ha coinciso con l’annullamento della assise dell’Unione fissata per giovedì a Cagliari. Solo una coincidenza, precisa però il presidente Gianni Carrus, numero uno degli avvocati di Lanusei. «Il rinvio è stato motivato dall’improvviso impedimento del presidente dell’ordine di Sassari». La riunione di tutti consigli dell’ordine, dunque, è stata solo rinviata, ma quel che è certo è che il documento non verrà modificato di una virgola. Nonostante le prese di distanza, come quella del presidente di Nuoro, Roberto Corrias, che lo aveva ritenuto inopportuno. «L’Unione delle curie – dice ancora Carrus – ha recepito il deliberato dell’assemblea di Tempio con la condivisione di tutti i presidenti degli ordini». E dunque anche di Nuoro. Parole che vengono accolte con enorme soddisfazione a Olbia, dove da anni gli avvocati - 500 circa contro i 100 tempiesi - lottano per il trasferimento del tribunale. «Se la giustizia si vuole riformare davvero, è da queste scelte che bisogna iniziare – dice il presidente del comitato civico Ciriaco Pileri –. Auspichiamo il maggior sostegno possibile di tutte le forze politiche in questa storica battaglia di giustizia. Grazie al consiglio dell’ordine, presieduto da Paola Gosamo, che ha saputo con fermezza portare la volontà dei propri iscritti, ma anche di tutti i cittadini, nell'assise regionale, toccando un tema su cui, per troppo tempo, le logiche di protezione di interessi privati e anti-giustizia hanno prevalso».
Intanto, ieri a Roma anche Pigliaru ha detto la sua sulla riforma. «Il governo conosce le specificità territoriali, demografiche e sociali della Sardegna e su tali esigenze ha manifestato la volontà di operare con particolare cura ed oculatezza. Insieme a chi ha a cuore il mantenimento di presidi necessari per la legalità e l'esercizio della giustizia continueremo a esprimere e tutelare le nostre ragioni».
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