Canti vietati a scuola, i sindaci in campo a difesa del Natale
Fasolino incontra la dirigente, ma ora rischia anche Olbia Giovannelli: «Non si può cancellare una nostra tradizione»
OLBIA. Presepe sì o no? E, se sì, dove? E la recita? Domani il dirigente scolastico che ha vietato sia il primo che la seconda a Golfo Aranci, in una scuola materna, bambini dai 3 ai 5 anni, incontrerà il sindaco Giuseppe Fasolino. Per spiegare, chiarire, trovare una soluzione.
Ma non sarà l’unico appuntamento istituzionale: a breve ne avrà anche uno con il sindaco di Olbia. Perché il divieto imposto a Golfo Aranci potrebbe valere anche Olbia. Il dirigente è lo stesso, Raimonda Cocco, il circolo (il numero 1) anche: in tutto, sei scuole elementari, cinque materne, oltre mille bambini.
Anche perché a Olbia, in molte scuole del primo circolo, non si fa più da anni la festa di Natale. Non quella classica, almeno, con albero, presepe, recite, canzoni cristiane. Lo sostengono alcuni genitori degli edifici di via Roma, di San Simplicio. Motivazione? Ufficialmente, per mancanza di spazi. E anche per alcune sentenze dei tribunali italiani, quelle a cui ha fatto riferimento la dirigente parlando con il sindaco di Golfo Aranci. Quelle che vieterebbero rappresentazioni religiose nella scuola pubblica, e laica.
A Olbia, nessuno ha mai protestato. Forse perché in alcuni casi, anche al primo circolo, una cerimonia si è tenuta. Senza connotazioni religiose, essendo le scuole frequentate da moltissimi alunni islamici. E comunque non risulta che i genitori musulmani abbiano mai chiesto la sospensione delle feste cristiane.
Dice Pietro Spano, padre di due figli che frequentano le scuole di via Roma (primo circolo), consigliere comunale del Pd: «Dobbiamo metterci un po’ di buon senso: dirigenti, insegnanti, genitori. Nella scuola di via Roma, sia alla primaria che alle elementari, i bambini sono straintegrati. E le insegnanti sono eccezionali. Non credo che ci siano problemi per fare le recite, se si discute: le recite non sono solo una celebrazione cristiana, sono qualcosa di più: sono una tradizione storico-culturale».
Dialogo, dunque. La dirigente scolastica parlerà. In questi giorni, non vuole spiegare alla pubblica opinione le sue ragioni. Non vuole parlare con i giornalisti. Non vuole rispondere, così, al parroco di Golfo Aranci, don Alessandro Cossu, che aveva sollevato il caso del presepe negato e della recita cancellata alla materna.
Ma dovrà dire parole chiare anche su Olbia. Nelle scuole del primo circolo (nelle vie Gennargentu, Nanni, Da Vinci, Roma, Redipuglia, Modena) che cosa si può fare per Natale? Dice il sindaco Gianni Giovannelli: «Letto di Golfo Aranci, ho chiamato la dirigente Cocco, chiedendo spiegazioni. Attendo una risposta chiara. Io, chiaro, voglio esserlo: sono contrario al fatto che una tradizione così bella, così sentita, come la recita di Natale a scuola, possa essere vietata all’interno di qualsiasi istituto di Olbia. La nostra è una città aperta, tollerante; anzi, integrante. Io, quando sono stato invitato nella moschea cittadina, ho rispettato quel luogo: mi sono tolto le scarpe. E credo che anche i cittadini musulmani di Olbia non abbiano alcun problema per il presepe e gli alberi nelle scuole. Quindi, spero che tutto si chiarisca, senza divieti».
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