La Nuova Sardegna

I commercianti: ora altre compagnie o sarà un disastro

I commercianti: ora altre compagnie o sarà un disastro

Gli operatori dell’aeroporto preoccupati per il loro futuro C’è chi spera in un ripensamento, ma prevale il pessimismo

2 MINUTI DI LETTURA





ALGHERO. Prudenza. La parola d’ordine è prudenza. Dagli operatori delle società di autonoleggio a quelli delle attività commerciali, chi lavora all’aeroporto internazionale “Riviera del corallo” di Alghero preferisce non sbilanciarsi troppo. Come se avere un’opinione fosse una prerogativa dei titolari dei diversi esercizi, o dei principali brand che operano nel settore del noleggio delle auto, di quello che potrebbe succedere una volta che inizierà il ridimensionamento di Ryanair nessuno si sente autorizzato a parlare con troppa sfacciataggine. Per qualcuno è evidentemente un ordine di scuderia, per altri un desiderio di attendere, quasi una speranza che ancora non sia detta l’ultima parola. Preoccupazioni comprensibili, che tra i corridoi commerciali dell’aerostazione suggeriscono un tacito accordo a rispettare la regola del silenzio. A rompere gli indugi per primo è Antonello Spanu, noleggiatore. «Sta succedendo qualcosa di molto delicato, qui lavoriamo in quattro, il nostro è un lavoro strano, difficile fare una previsione», dice l’operatore, cercando di pesare bene le parole. Si vede da quel che dice che sta seguendo con attenzione il dibattito scatenato dalle scelte di Ryanair e ha una posizione ben chiara. «Senza che nessuno intervenga presso l’Unione europea affinché permetta alla Regione di dare i soldi all’aeroporto di Alghero, la vedo male», aggiunge Antonello Spanu. Che poi sbotta. «Certa scelte sono incomprensibili, mi chiedo che senso abbia quello che sta succedendo al volo per Treviso, che lavora bene tutto l’anno», lamenta. Anche Paola Merella ed Enrica Crobu si occupano di noleggio delle auto. «Siamo preoccupate, attendiamo informazioni per gestire la prossima stagione, ma per il momento è impossibile fare una stima», dicono. «In questi anni il settore dell’autonoleggio è sempre stato in crescita – concludono – ma alla luce di questa novità è davvero difficile fare previsione». Per Elena Saiu, un’altra operatrice del settore, «se si taglia ci saranno sicuramente ripercussioni, ma per il momento non abbiamo ricevuto ancora nessuna comunicazione». Certo è che «per chi lavora con i passeggeri, una notizia del genere non è sicuramente il massimo». Bocche cucite nell’area ristorazione, superata la zona dei transiti ci si imbatte in un muro di cortesi no comment. «Aspettiamo, non è ancora il momento», dicono la maggior parte degli operatori. «Abbiamo parlato tra di noi e con chi lavora per la società di gestione», spiega una di loro. «Per noi il disagio è doppio, da lavoratori e da cittadini», aggiunge, prima di fare un’osservazione che meriterebbe più di una riflessione. «Speriamo nei charter – rivela – è quello il target che ci fa guadagnare di più». Preferisce non rivelare il suo nome, proprio come la collega del negozio di fronte. Che però ha una proposta. «Speriamo che aumentino i voli di altre compagnie, altrimenti sarà un disastro». (g.m.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative