La Nuova Sardegna

Riforma, accordo vicino i sindaci riscrivono la legge

Ancora qualche distanza sulle città metropolitane, ma c’è un’intesa di massima Via le Province, al loro posto Aree strategiche formate dall’adesione dei Comuni

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ORISTANO. Ci sono volute 10 ore di intensa trattativa, chiuse da un patto del silenzio, per dare un nuovo volto alla riforma degli Enti locali.

Il nuovo testo prende corpo dal confronto serrato tra sindaci, giunta e consiglio. A Oristano, sotto la guida dell’Anci e la mediazione del suo presidente Pier Sandro Scano, gli spigoli della legge della discordia vengono smussati. Quasi tutti.

Medie e Metropolitane. È forse il punto della legge ancora più controverso. Ma se prima a separare sindaci e giunta c’era una montagna, ora è un muro di mattoni. Si lavora intorno al Moloch città metropolitana. E si costruiscono intorno strutture simili. La città media è un esempio. Ma non sarà un titolo definitivo. Sarà più uno status. Le aggregazioni di territori avranno una città guida, una città media. Ma non saranno create come contrapposizioni o versione bonsai delle città metropolitane. Saranno più un’entità di riferimento delle reti dei territori.

La transizione. Si mettono le basi anche per il periodo di transizione. Le Province spariranno al loro posto ci saranno le Aree strategiche. Il loro ruolo sarà quello di guidare l’interregno. Nel processo di riscrittura della legge si cerca di avere attenzione verso ogni aspetto. Non solo burocratico e si partirà dai territori.

Processo dal basso. Ma a guidare il processo di unione non sarà la Regione. Uno dei punti fermi di convergenza sarà l’aggregazione volontaria tra comuni. In altre parole le Aree strategiche nasceranno dal basso. Attraverso una adesione volontaria.

L’iter. Oggi era prevista una nuova seduta di lavoro per i sindaci a Oristano. Ma è stata annullata. Il motivo è semplice. La convergenza su una grande fetta dei temi è stata trovata. Ora i tecnici riscrivono alcune norme della legge. Un processo di revisione profondo che richiede tempo. E per questo tutto è stato rinviato di 24 ore. Domani e mercoledì gli ultimi incontri per trovare la convergenza prima dell’ingresso della nuova legge in consiglio regionale. Anche se ci sarà un altro po’ di tempo per miglioramenti dell’ultimora. La giunta ha insistito perché il testo venisse discusso da mercoledì, ma in aula sarà battaglia. Anche perché l’opposizione sembra intenzionata a contestare in modo forte questa legge.

Contro il centralismo. Uno dei principi più contestati dai sindaci è stato proprio il centralismo regionale che era contenuto nella prima bozza delle norma. Troppi i poteri che restavano nelle mani della Regione. Ecco perché si è scelta la strada di una riscrittura profonda.

I contenuti. Una buona parte degli incontri è stata dedicata al tentativo di rendere meno fumose le unioni dei Comuni. Dare contenuti e stabilire i limiti di questi nuovi istituti era un passo fondamentale.

La Giunta. Per ora nessun commento ufficiale. Il governatore Francesco Pigliaru ha imposto a tutti il silenzio sul tema riforma degli enti locali. Domani ci sarà una riunione di maggioranza con al centro proprio la discussione della riforma per trovare una linea comune, prima di affrontare il test dell’aula. Un momento della verità per la giunta Pigliaru. (l.roj)

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