La Nuova Sardegna

Enti locali, oggi la maggioranza

Enti locali, oggi la maggioranza

Pigliaru vuole parlare con i consiglieri prima dell’arrivo in aula del testo

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Forse sarà la settimana che cambierà per sempre la geografia della Sardegna. La riforma degli enti locali entra nel vivo. Inizia il rush finale che la porterà dentro l’aula del consiglio regionale.

Oggi doppio appuntamento. Una corsa parallela, da una parte la riunione a Oristano dei sindaci per riscrivere il testo della legge di riforma. Dall’altra a Cagliari ci sarà una riunione di maggioranza. A convocarla il presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru. Vuole guardare in faccia la sua maggioranza e spiegare che dopo queste modifiche la legge dovrà entrare e uscire dall’aula senza trappoloni o tiri mancini. Più volte Pigliaru ha fatto capire che questa riforma è uno dei cardini della legislatura. E l’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu ha detto che in caso di bocciatura della legge si dimetterà.

Toni forti che per ora non sono serviti a far rispettare a tutti i consiglieri di maggioranza le consegne. Nel Pd tutti sembrano pronti a rispettare la disciplina di partito, a parte il gallurese Giuseppe Meloni, che ha ribadito la sua disponibilità ad andare contro la sua maggioranza se la Gallura venisse privata della sua autonomia.

Ma altri consiglieri non sembrano così disponibili a un sì incondizionato, come per esempio Robero Desini, del Centro Democratico, che di cice pronto a presentare un emendamento in cui chiede il riconoscimento della città metropolitana per Sassari.

Il progetto di riforma sembra essere più vicino ora alle sensibilità dei sindaci, grazie all’introduzione delle città medie. Una sorta di status che verrebbe riconosciuto a Sassari e Olbia e avvicinerebbe questi due centri a Cagliari. Per potere e competenze. Resta il nodo del Nuorese, ma ora sembra essere cambiata la stessa filosofia di fondo del testo. O meglio la Regione sembra essere orientata più a valorizzare il concetto di rete dei comuni che di un accentramento delle competenze nelle mani della Regione, che solo in un secondo momento avrebbe ceduto i poteri.

Alcuni punti fermi sembrano essere stati fissati. Il processo di aggregazione dei comuni nascerà dal basso. È prevista anche una fine rapida per le Province, che saranno sostituite dalle Aree strategiche. Dovranno traghettare il passaggio verso la nuova organizzazione degli enti locali. La mediazione portata avanti in queste ore dall’Anci è servita a trovare un punto di convergenza. Ma questa settimana diventerà fondamentale per capire se l’accordo reggerà fino ad arrivare in Consiglio per il voto finale. In queste ore il testo di legge viene riscritto da sindaci, giunta e maggioranza. Mentre gli incontri continuano frenetici per eliminare le ultime frizioni. Mercoledì mattina ci sarà l’ultima riunione dei sindaci e alle 16 la legge entrerà in aula. Non sarà la fine, ma solo l’inizio di un altro viaggio che non si annuncia brevissimo. L’opposizione è pronta a dare battaglia in aula.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative