Giubileo, anche in Sardegna la squadra speciale che perdona i superpeccati
Sono gli 800 sacerdoti “missionari della misericordia”: possono intervenire nei casi in cui il diritto canonico prevede la scomunica automatica
SASSARI. Da mercoledì delle ceneri del 2016 papa Francesco invierà anche in Sardegna alcuni degli ottocento “Missionari delle Misericordia”, speciale squadra di sacerdoti che «si faranno artefici presso tutti di un incontro carico di umanità, sorgente di liberazione, ricco di responsabilità per superare gli ostacoli e riprendere la vita nuova del Battesimo».
Ad essi il Papa darà «l'autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica, perché sia resa evidente l'ampiezza del loro mandato».
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Casi particolarmente gravi per i quali scatta la scomunica latae sententiae, cioè automaticamente, senza che il Papa o il vescovo la infliggano. Secondo il Codice di diritto canonico sono cinque i “superpeccati”: profanazione delle ostie consacrate; violenza fisica contro il Romano Pontefice; ordinazione episcopale senza il mandato pontificio (il cui caso più noto è quello che ha riguardato monsignor Lefebvre); il tentativo di assoluzione del complice in un peccato contro il sesto comandamento; violazione diretta del “Sigillo sacramentale, cioè del segreto della confessione”.
Papa Benedetto XVI ne ha aggiunto due, che non sono materia di questo Giubileo: violazione del segreto del conclave e il vescovo che tenta di ordinare una donna sacerdote.
Inoltre per tutta la durata dell'Anno Santo, tutti i sacerdoti del mondo potranno assolvere il peccato di aborto, togliendo direttamente la relativa scomunica – facoltà attualmente concessa solo ai vescovi e da questi delegata ai penitenzieri delle diocesi, ai cappellani delle carceri e degli ospedali – nella quale incorrono non solo la madre che ha abortito, ma anche il marito o i familiari, se l'hanno indotta a procurare l'aborto, e il personale medico-sanitario che vi ha cooperato positivamente. (m.g.)
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