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I vescovi sardi: impegno per la carità e la riconciliazione

I vescovi sardi: impegno per la carità e la riconciliazione

Sanna (Oristano), Marcia (Nuoro) e Mura (Lanusei): un anno per riscoprire la bellezza della vita cristiana

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SASSARI. Come si preparano i cattolici sardi al Giubileo straordinario? Papa Francesco ha indicato chiaramente la via: attuare le opere di misericordia corporale e spirituale, cioè mettere in pratica 14 verbi operativi, ricordi sbiaditi del catechismo infantile. Il Papa non ammette scorciatoie: «In base ad esse saremo giudicati. Se avremo dato da mangiare a chi ha fame, e da bere a chi ha sete. Se avremo accolto il forestiero e vestito chi è nudo...»

Praterie d'impegno si spalancano davanti ai cattolici sardi. Quasi un programma politico di cose da fare per ricostruire dal profondo la Sardegna.

Per monsignor Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, grazie al Giubileo «a livello personale, ognuno sentirà il dovere di riannodare relazioni interrotte, purificare il ricordo di torti subiti, eliminare risentimenti e sospetti. A livello ecclesiale bisognerà promuovere forme di comunione e di collaborazione nell'annuncio del Vangelo, nella celebrazione dei sacramenti, nella pratica della carità. A livello sociale, bisognerà impegnarsi per dare un supplemento d'anima alle istituzioni, invitate a dimenticare interessi personali o di partito e privilegiare la promozione del bene comune del lavoro, della sicurezza, dell'istruzione, della solidarietà. Le forme concrete di impegno e di testimonianza vanno trovate sul territorio, a seconda delle priorità e delle emergenze».

Secondo monsignor Mosè Marcia, vescovo di Nuoro, «il vero autentico Giubileo è ricominciare da capo. A Rozzano qualcuno ha decretato la verità: festeggiare il Natale “Potrebbe sembrare una provocazione”. Gesù è una vera provocazione. La Sua figura veramente destabilizza la nostra società. Varcare quella porta è riconoscere il mio limite, il mio peccato, il nostro aver bisogno di Lui per costruire una società veramente umana. “ Varcate le porte! Recupereremo noi stessi con la nostra dignità di figli non di servi”».

Monsignor Antonello Mura, vescovo di Lanusei, spiega che «la nostra unica porta santa sarà nel santuario Madonna d'Ogliastra a Lanusei, che sarà il punto di riferimento delle giornate diocesane e delle iniziative delle parrocchie. Sarà un anno per esprimere la gioia di riscoprire la bellezza di una vita cristiana visitata dalla misericordia di Dio. Non solo attraverso il sacramento della Penitenza, ma anche - questo è il nostro progetto giubilare - attivando nel territorio degli itinerari di riconciliazione tra famiglie e famiglie e tra singoli e comunità; valorizzando i centri di ascolto della Caritas appena inaugurati e avviando l'iniziativa “ascolta un carcerato” che permetterà di amare e accompagnare chi cerca di ritrovare la via della vita. Ogni comunità inoltre sarà chiamata a sceglier un'opera caritativa a favore di persone o gruppi che si trovano nel bisogno». (m.g.)

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