Dallo Stato in arrivo 640 milioni
Manca l’ufficialità ma l’accordo c’è. Finanziaria 2016: sarà più ricca
CAGLIARI. Il regalo di Natale potrebbe essere grande: 640 milioni. Sono gli arretrati che il Governo dovrebbe liquidare alla Sardegna come «chiusura tombale» della vecchia Vertenza entrate (2010-2014) dopo aver pagato a ad aprile un anticipo di 300 milioni.
Dirittura d’arrivo. Non è ancora ufficiale, ma «siamo ai dettagli», è una delle frasi più concrete rimbalzate dal vertice di maggioranza. L’assessore al Bilancio Raffaele Paci non si è ancora sbilanciato sui tempi dell’accordo con il ministero dell’Economia, ma pare che in queste ultime settimane la Ragioneria generale dello Stato abbia abbassato la guardia. A Roma – stando alle indiscrezioni – sarebbero caduti gran parte dei veti e delle perplessità sulle cosiddette compartecipazioni oltre l’ Irpef (lo Stato riconosce alla Sardegna già i 7/10 di quanto pagato dai contribuenti sardi) e l’ Iva (i 9/10). In discussione c’erano altre voci: parte dell’Ires, una quota dei soldi spesi dai sardi in gratta e vinci e lotterie e le riserve matematiche pagate dalle assicurazioni. Finora la Ragioneria aveva fatto molte resistenze, i dubbi sarebbero caduti.
Ires. È l’imposta pagata dalle società sul reddito d’impresa ed è calcolata anche in base al numero dei dipendenti. Prima che cominciasse la Vertenza entrate alla Sardegna non era riconosciuta la compartecipazione su quanto versato dalle società che hanno sede legale sulla terra ferma, ma gli stabilimenti nell’isola. Era ed è una quota considerevole soprattutto se a pagare l’Ires erano e sono le grandi aziende nazionali con impianti e filiali in Sardegna. Se l’accordo sugli arretrati dovesse passare, non solo ci sarà il saldo del pregresso ma la quota sarà riconosciuta dal Governo (cioè entrerà a regime) sin dall’anno prossimo per essere incassata la prima volta nel 2017.
Giochi e lotterie. Vale lo stesso discorso fatto per l’Ires: finora alla Sardegna era negata la partecipazione su quanto incassa lo Stato nell’isola dai giochi. L’accordo tombale dovrebbe chiudere non solo i quattro anni di arretrati, ma diventare un trasferimento definitivo.
Residui matematici. È quanto versano le assicurazioni in un fondo di garanzia per tutelare i risparmiatori che sottoscrivono le «polizze vita». Niente di quanto raccolto e accantonato dalle società di assicurazioni era girato dallo Stato alla Sardegna. Ora dovrebbe scattare il saldo per il passato e dal 2016 la quota dovrebbe entrare a regime
Il saldo. Stando a un calcolo a spanne il credito vantato dalla Regione per il 2010-2014 ammontava a un miliardo e 200 milioni. Trecento milioni la Regione li ha incassati ad aprile, è stato l’acconto, e usati per pagare parte del debito commerciale, tecnicamente i residui passivi, che all’inizio del 2015 ammontavano a due miliardi. Spalmato nei prossimi anni, quattro o cinque, dovrebbe arrivare il saldo: sono i 640 milioni, mentre per gli altri 250 non ci sarebbe nulla da fare: lo Stato non li pagherà.
Finanziaria 2016. L’assessore ha annunciato che nel prossimo documento contabile la Sardegna potrà contare all’incirca su 130 milioni in più di entrate. Che arriverebbero da dove? Dal buon andamento dell’economia. Nel senso che i sardi rispetto al 2015 pagheranno più tasse e hanno fatto incassare più Iva allo Stato. Giovedì pomeriggio la Finanziaria sarà presentata ai sindacati. (ua)
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