Enti locali, ultime ore per trovare l’accordo
Lungo faccia a faccia tra l’assessore Erriu e i consiglieri del centrosinistra Per Sassari e Olbia il titolo di città medie appeso al confronto tra governo e Anci
CAGLIARI. Il vertice di maggioranza ha detto che la riforma degli Enti locali è cosa fatta. Bene o male si vedrà da domani in poi quando la bozza comincerà a essere discussa dal Consiglio regionale. «Il tavolo tecnico di questi giorni è stato molto utile e decisivo. Abbiamo raggiunto quella sintesi che serviva e in aula faremo le correzioni necessarie», è stato il commento dell’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu. Commento arrivato dopo due ore abbondanti di faccia a faccia proprio sulla riforma e che poi diventeranno il doppio con la discussione sul sempre più possibile piano di rientro per la sanità, compresi i ticket sui medicinali, e sulla Vertenza entrate.
Oltre le pareti. Al di fuori di quanto è accaduto nella stanza in cui si è rinchiuso il centrosinistra, una ventina i consiglieri regionali presenti, quattro gli assessori, è ancora abbastanza difficile spiegare ai cittadini come cambierà la mappa istituzionale. Un tentativo va fatto.
Aree strategiche. Dopo la full’immersion con l’Associazione dei Comuni e il Consiglio delle autonomie, la novità dovrebbe essere questa. Nel disegno di legge sarà scritto che la Sardegna sarà divisa in più Ambiti strategici. Fra massimo sei mesi sarà questo il livello intermedio destinato a prendere il posto delle Province, che però devono essere ancora cancellate dalla Costituzione e dallo Statuto. Nelle Aree entreranno i Comuni che «si riconosceranno in quel territorio strategico o meglio ancora nel voler pianificare insieme la scommessa di sviluppo più consona alla stessa area cui aderiranno», questo dovrebbe essere il testo dell’emendamento che la Giunta potrebbe presentare in aula. Con una precisazione: nella legge non saranno definiti i confini delle Aree strategiche, l’adesione sarà volontaria, mentre saranno elencati ruolo, organizzazione e aspetti finanziari.
Città medie. Per Sassari e Olbia, capofila di quei Comuni che nell’ultimo mese hanno contestato la città metropolitana di Cagliari, dovrebbe esserci la garanzia di ottenere presto il titolo. Ma non subito perché le città medie sono ancora al centro di un confronto nazionale fra il Governo e l’Associazione dei Comuni. I primi segnali di questo percorso potrebbero esserci nella Legge di stabilità in discussione alla Camera. In altre parole, le future città medie, compresa forse Nuoro, per ora dovrebbero far parte delle annunciate Aree strategiche. E ancora per poco le stesse aree saranno un contenitore più o meno chiaro, ma sin da subito avranno un riconoscimento istituzionale (ecco perché la necessità dell’articolo dedicato nella legge) e allo stesso tempo la certezza di «essere il riferimento per le strategie, leggi finanziamenti europei e nazionali, indispensabili per lo sviluppo».
L’asse. Continuerà a essere quello risaputo: Comuni, Unioni di Comuni e Regione, che però dovrebbe alleggerirsi abbastanza con un reale decentramento delle funzioni. I Comuni si aggregheranno nelle Unioni, dovranno essere minimo in quattro e avere una popolazione residente di 10mila abitanti. E inizialmente insieme faranno fronte a non più di tre competenze: catasto, protezione civile e pianificazione, è l’ipotesi Per alcune delle altre, ad esempio trasporti e rifiuti, faranno capo invece agli ambiti ottimali territoriali. Ambiti che non sono Enti locali, ma una rete destinata a garantire il massimo del risparmio e dell’efficienza nei servizi. Poi prima di arrivare alla Regione, ci saranno gli Ambiti strategici e in un futuro prossimo le città medie o guida di quella che sarà la strategia territoriale.
Il gran finale. Per capire meglio la legge riveduta e corretta ormai non si sa più quante volte, bisognerà aspettare la stesura definitiva e a quel punto scoprire se era davvero la migliore possibile e se tutti ma proprio tutti saranno soddisfatti. A cominciare dai sindaci riuniti domani mattina ad Abbasanta.
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