Omicidio a Martis, l’autopsia: Addis si è accanito su Saba
Per gli inquirenti la vittima è stata bastonata ripetutamente. Vacilla la legittima difesa dell’omicida: ipotesi trappola
SASSARI. Cranio sfondato, fratture multiple alle braccia, alle mani e agli arti inferiori: lesioni difficili da stabilire numericamente se non con un esame radiologico. Queste le conclusioni del medico legale Salvatore Lorenzoni che ieri ha effettuato l’autopsia (durata circa due ore, presente anche il consulente della difesa, il medico Vindice Mingioni) sul corpo di Valentino Saba, l’uomo di 64 anni ucciso a bastonate a Martis nella tarda serata di mercoledì 2 dicembre.
Per l’omicidio è stato arrestato – e si trova attualmente nel carcere di Bancali – Gavino Addis, 52 anni, allevatore, proprietario dell’azienda agricola in località “Fransiscu Crappinu”, dove è stato trovato il corpo senza vita di Valentino Saba. Ucciso con particolare accanimento, questa la convinzione che si rafforza tra gli inquirenti dopo gli ultimi accertamenti.
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L’autopsia. La perizia necroscopica disposta dal sostituto procuratore Corinna Carrara – titolare dell’inchiesta seguita direttamente anche dal procuratore capo reggente Paolo Piras –, riveste una importanza determinante per lo sviluppo delle indagini portate avanti dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale e della compagnia di Sassari. Soprattutto per valutare meglio la versione fornita dall’arrestato (che è assistito dall’avvocato Gian Mario Fois) e per verificare l’eventuale compatibilità dell’arma (un bastone di olivastro) consegnata volontariamente dall’omicida – che ha detto di avere agito da solo, per legittima difesa – e le lesioni gravissime rilevate sul corpo della vittima.
I dubbi. Gli inquirenti conservano una serie di dubbi sull’accaduto e diverse cose non tornerebbero nel racconto fornito da Gavino Addis.
La prima questione riguarda la presunta lite. Gavino Addis, infatti, ha raccontato di avere sorpreso Valentino Saba nel suo podere, vicino alle pecore, di averlo disarmato del bastone. Quindi lo avrebbe colpito più volte (per sua stessa ammissione). Il problema è che l’omicida non avrebbe neppure un graffio e che il bastone consegnato spontaneamente non sarebbe compatibile con le lesioni mortali rilevate sul corpo di Valentino Saba. L’arma del delitto. Il sospetto, quindi, è che l’arma del delitto possa essere un’altra (forse una spranga o comunque un bastone di altra consistenza) che qualcuno avrebbe fatto sparire prima dell’arrivo dei soccorsi (chiamati dallo stesso Addis) e dei carabinieri. Da qui l’ipotesi che altre persone possano essere coinvolte, a vario titolo (anche solo per favoreggiamento) nel grave fatto di sangue che ha scosso il piccolo paese dell’Anglona.
Stranezze. L’altra stranezza è data dal fatto che Valentino Saba si sia presentato da solo e a piedi (nessun mezzo che fosse nella sua disponibilità è stato trovato in zona) nell’azienda del rivale di sempre. L’interrogativo è questo: se voleva rubare le pecore dove le avrebbe sistemate? E perché rischiare così tanto viste le tensioni esistenti tra i due?
Una trappola? Testimoni avrebbero raccontato di avere notato Saba che, una volta uscito dal bar, si sarebbe diretto verso casa (quindi dalla parte opposta del paese rispetto al luogo dove è stato ucciso). Perché ha cambiato idea lungo la strada? Ha incontrato qualcuno o è stato attirato in una trappola, magari con la proposta di un chiarimento? I carabinieri stanno completando l’attività investigativa, non sono esclusi possibili sviluppi.
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