Enti locali, inizia la volata finale
Questa mattina l’assemblea dei sindaci e nel pomeriggio il Consiglio regionale
CAGLIARI. Oggi comincia la volata finale della riforma degli locali. Il primo appuntamento è alle 10, ad Abbasanta, con l’assemblea dei sindaci che dovrà dire sì (molto probabile) o no (improbabile) all’ultima bozza del disegno di legge uscito dai tavoli tecnici della scorsa settimana e lunedì dal vertice di maggioranza del centrosinistra. Nel pomeriggio comincerà invece il dibattito in Consiglio regionale, con le relazioni di maggioranza – affidata a Roberto Deriu del Pd – e di minoranza assegnata a Michele Cossa dei Riformatori. Sarà l’avvio di una battaglia fra i due poli, con in più la Giunta chiamata a presentare in aula gli emendamenti al testo licenziato dalla commissione Riforme del Consiglio, presieduta da Francesco Agus di Sel – e concordati in questi giorni con l’’Associazione dei Comuni e il Consiglio delle autonomie. È proprio con la presentazione degli emendamenti che sarà più chiaro lo scheletro di una legge riscritta più volte, almeno quattro o cinque da quando è stata approvata dalla Giunta.
La maggioranza. Nonostante le diverse fibrillazioni, il centrosinistra dovrebbe presentarsi compatto. Resta però il dubbio su come voteranno alcuni consiglieri nel momento in cui sarà affrontato il ruolo che dovranno avere i territori di Sassari e Olbia nei futuri ambiti strategici, il contenitore destinato a prendere il posto delle Province. Esclusi dalle città metropolitane, l’unica sarà Cagliari, e e senza più la scorciatoia delle Unioni metropolitane, quei territori dovranno puntare tutto sugli ambiti strategici. Basterà per evitare contraccolpi?
Rifondazione. A essere già critico dai banchi della maggioranza è il consigliere regionale Alessandro Unali di Rc-Sinistra sarda. «Un tema importante come la riforma degli Enti lo cali – scrive – ormai è incentrato solo su definizioni, etichette e campanilismi che sono lontano dalle esigenze dei cittadini. Purtroppo il tema delle funzioni, dei servizi, dello sviluppo equilibrato e strategico e dei lavoratori degli Enti locali (compresi i precari), ha lasciato il posto a dibattiti privi di contenuti reali. In questo scenario, sarebbe stato invece meglio parlare delle risorse da destinare ai territori in maniera equilibrata e che devono essere concentrate soprattutto nelle aree periferiche e più svantaggiate. Per poi dire come la politica vuol rendere la vita dei cittadini più semplice e accessibile a tutti. Ma così non è stato: l’attenzione si è concentrate sulle etichette e sui campanili».
La minoranza. È ancora misteriosa la tattica con cui il centrodestra cercherà di contrastare la riforma almeno nel dibattito visto che non ha i voti per bocciarla. C’è chi annuncia la presentazione di una vera e proprio controriforma.
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