La Nuova Sardegna

Francesco spalanca la Porta «Abbandonate tutte le paure Servono amore e speranza»

di Fiammetta Cupellaro
Francesco spalanca la Porta «Abbandonate tutte le paure Servono amore e speranza»

L’apertura dell’Anno santo davanti a 70mila fedeli. L’abbraccio a Benedetto XVI Il ricordo del Concilio di 50 anni fa. Cerimonia solenne ma in pieno stile Bergoglio

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ROMA. Alle 11.10, quando gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla Porta santa, in piazza San Pietro cala un silenzio solenne. «È questa la porta del Signore, aprite le porte della Giustizia», con queste poche parole papa Francesco ha annunciato l’apertura del Giubileo della Misericordia. Ha allargato le braccia spingendo le ante della porta della Basilica che hanno fatto un po’ di resistenza. Subito dopo l’omaggio a Benedetto XVI, il Papa emerito che, commosso, lo aveva aspettato all’interno della Basilica. I due Pontefici si sono abbracciati e, solo in quel momento, le 70mila persone raccolte tra il colonnato e via della Conciliazione si sono sciolte in un applauso.

Ma sarà quasi l’unico, durante la lunga celebrazione seguita con grande partecipazione da chi, sfidando la paura di un attacco terroristico, il freddo e gli orari dell’apertura dei varchi, quasi all’alba, è arrivato a San Pietro. Una piazza che nonostante gli appelli a «non avere paura» ha risentito dell’effetto-Parigi.

Pochi i turisti, tanti i fedeli tra il cielo grigio e i sampietrini luccicanti di pioggia. Nelle due ore della messa celebrata in multilingue, hanno pregato rimanendo quasi sempre in silenzio. Un’atmosfera solenne, ma senza clamore. Un evento, l’inaugurazione dell’Anno santo nel giorno dell’Immacolata, trascorso in pieno stile-Bergoglio. Famiglie con bambini, gruppi parrocchiali che si tenevano stretti l’uno con l’altro, persone con disabilità, fedeli di altre religioni arrivati indossando gli abiti tradizionali. Tutti hanno fatto il loro ingresso a San Pietro a rilento a causa dei rigidi controlli di sicurezza, ma senza protestare, alcuni hanno fatto la fila pregando. Lunghe e lente le code nei tre ingressi al colonnato. Molti sono riusciti a raggiungere la piazza solo al momento dell’omelia.

«Abbandoniamo ogni forma di paura». Francesco ha esortato tutti a non aver paura: «Abbandoniamo ogni forma di paura e di timore, perché non si addice a chi è amato, viviamo piuttosto la gioia dell’incontro con la grazia che tutto trasforma». E via via piazza San Pietro si è riempita del popolo dei fedeli, entrati sul sagrato della Basilica, ma simbolicamente nell’Anno Santo straordinario voluto da papa Francesco. Quindici anni dopo il Giubileo di Giovanni Paolo II.

Il ricordo del Concilio. È la prima volta nella storia che il Papa globalizza l’indulgenza estendendola alle cattedrali di tutto il mondo. Il Giubileo straordinario della Misericordia, anticipato nella Repubblica Centrafricana, dilaniata dalla guerra civile, celebra anche i 50 anni di uno dei passi fondamentali della storia della chiesa: il Concilio Vaticano II. E lo ha ricordato Francesco nella sua omelia in cui ha inserito frasi a braccio: «Varcando la Porta santa vogliamo ricordare un’altra porta che cinquant’anni fa i Padri del Concilio Vaticano II spalancarono al mondo».

Questa scadenza, per il Pontefice non può essere dimenticata. «Il Concilio è stato un incontro segnato dalla forza dello spirito che spingeva la chiesa ad uscire dalle secche, per molti anni, l’avevano rinchiusa in stessa» ha ribadito Francesco che ha esortato a ritrovare lo slancio di quei momenti «riprendiamo con la stessa forza e entusiasmo». E ancora. «Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso, il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della misericordia».

Poche delegazioni straniere. La delegazione italiana è stata la più nutrita con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella arrivato con la figlia Laura. Il capo dello Stato ha avuto un breve incontro con il Papa nella cappella della Pietà in Vaticano. Con lui il premier Renzi e la moglie Agnese. Il presidente del Consiglio si è seduto accanto al prefetto Franco Gabrielli, l’uomo che tiene le fila della macchina organizzativa del Giubileo. Con loro, il ministro dell’Interno Alfano, la presidente della Camera Laura Boldrini e della commissione Antimafia, Rosy Bindi. Prima uscita ufficiale per il prefetto di Roma Francesco Paolo Tronca. Sono entrati nella basilica attraverso la Porta Santa subito dopo papa Francesco. Pochi i capi di Stato stranieri che hanno inviato delegazioni diplomatiche. Presenti invece i reali del Belgio rimasti anche per la preghiera dell’Angelus.

Il Papa a piazza di Spagna. Francesco ieri ha rispettato i due appuntamenti della tradizione romana nel giorno dell’Immacolata: l’omaggio alla statua della Madonna in piazza di Spagna e nella basilica di Santa Maria Maggiore. Ma ieri all’Angelus Bergoglio si è rivolto al “suo” popolo che lo accompagnerà in questo anno del Giubileo. Allargando le braccia come per abbracciare la piazza ha chiesto: «Pregate per me, ne ho bisogno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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