Wenders firma la diretta televisiva
Il regista tedesco consulente dell’evento in mondovisione. Tecnologia “ultra hd”
ROMA. È arrivato a San Pietro all’alba: ad aspettarlo una giornata speciale e piena di emozioni, anche per uno come lui, che nella vita ha collezionato riconoscimenti come tre nomination all’Oscar, il Leone d’oro per il miglior film a Venezia, l’Orso d’oro alla carriera a Berlino, la palma d’oro a Cannes e così via. C’erano anche gli occhi di Wim Wenders sull’apertura della Porta santa che ieri mattina a Roma ha inaugurato il Giubileo della Misericordia voluto da papa Francesco.
Il regista tedesco, amico del direttore del Centro televisivo vaticano don Dario Viganò (che ha concelebrato la messa col Pontefice), si è lasciato sedurre dal fascino spirituale di un evento senza precedenti. Una regia televisiva di eccezione, arricchita dallo sguardo di un documentarista sensibile ed esperto come lui. Wenders ha affiancato Stefano D’Agostini, direttore tecnico del Ctv, impegnato per tutta la mattinata nella diretta, in mondovisione, caratterizzata - per la prima volta nella storia - dall’utilizzo di 19 telecamere ultra hd, tecnologia che permette una qualità 4 volte superiore all’hd.
Wim Wenders ha una profonda ammirazione per il Papa ed è anche per questo che ha voluto partecipare all’evento, dando il suo contributo alle riprese come consulente artistico, venendo apposta a Roma, per poi ripartire in fretta subito dopo.
Non è la prima volta che il regista tedesco viene ospitato in Vaticano durante eventi importanti: era successo anche il 19 ottobre 2014 per la beatificazione di Paolo VI (sempre fatta in ultra hd e ricevuta in un solo punto di visione a Milano).
Il momento più emozionante, anche da un punto di vista televisivo, è stato quello dell’apertura della Porta santa. «Ho rivissuto il giubileo del 2000 - dice D’Agostini - e tutto quello che è successo in questi 15 anni. E con Wenders ne abbiamo parlato, anche lui era emozionato». Due telecamere, una dentro e una fuori dalla basilica, hanno ripreso il passaggio di papa Francesco sotto la Porta santa, che si è aperta in una luce mistica, molto suggestiva. «Abbiamo voluto dare un taglio cinematografico alle riprese, ma senza spettacolarizzazioni», ha concluso D’Agostini.
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