La Nuova Sardegna

I sindaci dicono sì, restano i malumori

di Roberto Petretto
I sindaci dicono sì, restano i malumori

Trovato l’accordo con la Giunta sulle modifiche. I primi cittadini di Sassari e Olbia accusano Zedda

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INVIATO A ABBASANTA. Niente colpi di scena: il conclave di alcuni giorni durante il quale la delegazione di sindaci sardi, dell’Anci e del Cal ha trattato con la Giunta regionale per trovare una formulazione più accettabile della legge di riordino degli enti locali, è servito quantomeno ad arrivare all’assemblea di Abbasanta, la seconda nel giro di pochi giorni, con una proposta grosso modo condivisa.

I malumori. I centri del nord continuano a non gradire l’impianto complessivo della legge. Non piace, come prima, l’idea di un’unica città metropolitana individuata nell’area di Cagliari. Scelta che ha conseguenze su tutto l’assetto complessivo della legge. E le soluzioni ipotizzate per dare un ruolo a altre realtà isolane come Sassari, Olbia e Nuoro sono state viste da molti sindaci come un’arrampicata sugli specchi poco chiara e dai contorni tutt’altro che definiti. È stata però accolta l’esortazione fatta dal presidente regionale dell’Anci, Pier Sandro Scano, nella precedente assemblea di Abbasanta: «Se ci irrigidiamo sulle nostre posizioni, la legge viene approvata così com’è. Puntiamo a ottenere almeno delle modifiche».E così è stato, anche se, come ha detto sempre Scano, la partita è tutt’altro che chiusa: «L’accordo con la Giunta c’è. Ma ora la parola passa al Consiglio. E chissà cosa potrà accadere in aula? Io mi aspetto sorprese, anche la votazione sulla città metropolitana potrebbe riservarne».

Le proposte. In un maxi emendamento finiranno tutte le modifiche alla legge concordate tra Giunta e sindaci. La presenza alla riunione di Abbasanta dell’assessore regionale agli Enti locali, Cristiano Erriu, è servita a sancire questo patto. Ecco le novità. Nel titolo primo della legge si dovrà fare esplicito riferimento a tre aspetti: lo smantellamento del centralismo regionale, una politica di riequilibrio tra le diverse zone dell’isola e la tutela dell’autonomia dei Comuni. Sul piano dei principi alle Unioni di Comuni andranno riconosciute le tre funzioni fondamentali (protezione civile, catasto e pianificazione territoriale), salvo ampliamenti previsti dalla legge nazionale che è in fase di modifica. Si dovrà accelerare sulla procedura di superamento di tutte le Province. La definizione degli ambiti territoriali strategici spetterà ai territori e dovrà avvenire entro la fine del giugno 2016.

Spaccatura evitata. «Non abbiamo regalato una spaccatura sulla questione della città metropolitana», ha ammesso Pier Sandro Scano. Il dissenso sull’argomento è forte trai sindaci del nord Sardegna e la Regione. Ed è emerso anche durante l’assemblea. «Non siamo riusciti a trovare una sintesi, questo è chiaro - ha detto il presidente dell’Anci - e ora la decisione spetta alla Regione».

Città medie. Per ora la nuova entità ipotizzata per dare un riconoscimento e un ruolo che stia a metà tra le Unioni e dei Comuni e la città metropolitana non ha un nome. Lo status dovrebbe spettare alle cosiddette “città medie” come Sassari, Olbia, Nuoro, Iglesias, Carbonia e Oristano, anche se il sindaco Guido Tendas è sembrato molto vicino alle posizioni della giunta Pigliaru e quindi poco interessato a chiedere per la città da lui rappresentata un inquadramento più somigliante a quello ormai assicurato a Cagliari. La città media resta per ora un’entità nebulosa quanto il suo nome e in cui potrebbero comunque rientrare anche Carbonia e Iglesias.

Sassari vs Cagliari. Va bene il pragmatismo, ma i mal di pancia rimangono. E il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, non lo ha tenuto nascosto: «Non tutti noi abbiamo fatto il nostro dovere. Anche il sindaco di Cagliari avrebbe dovuto dare il suo contributo e invece è stato sempre assente». «Condivido la critica a Zedda», ha ribadito poco dopo il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli. Che ha aggiunto: «Non può essere condivisa una legge che non tiene conto delle città medie». Il sindaco di Castelsardo, Franco Cuccureddu, ha proposto lo stralcio della discussione sugli enti di secondo livello, ma l’assessore Erriu ha cercato il dialogo: «Non concentriamoci sulle città metropolitana. Sarebbe un errore. I problemi sono altri. Questa legge è un equilibrio tra dimensionamento economico e dimensionamento sociale». E ha invitato i sindaci allo sforzo per «una sintesi alta, che metta le città medie alla base della piramide».

@Petretto

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