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Lopez: «La mia vita scorre al ritmo del jazz»

Lopez: «La mia vita scorre al ritmo del jazz»

Sassari, l’attore domani e dopodomani al Verdi per la prima volta con uno spettacolo musicale

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SASSARI. Attore, comico, presentatore, imitatore, cantante domani e sabato alle 21 arriva sul palco del Verdi Massimo Lopez showman amatissimo dal pubblico che presenta accompagnato dalla Jazz company, il suo nuovo spettacolo “Sing e swing”. In un programma musicale condito dalle gag comiche, le imitazioni, le improvvisazioni e gli innumerevoli personaggi che fanno parte del suo repertorio Lopez propone le pietre miliari del repertorio Swing in una scaletta di brani che vanno dagli anni trenta agli anni cinquanta.

«La mia passione per la musica è iniziata da bambino – dice Massimo Lopez – intorno ai 5 anni, proprio con la musica swing. Il genere più amato dai miei genitori che sono stati i primi a incoraggiare il mio interesse per il canto e la recitazione. Le due cose sono state per me sempre collegate e se qualcuno mi faceva la classica domanda “cosa farai da grande?”, io puntualmente rispondevo “l'attore americano”. Perché il mio mito era già all'epoca Broadway, perché per me, ora come allora, fare l'attore voleva dire saper recitare, cantare e presentare. Ho voluto imparare a fare queste cose e ora le ho messe insieme in questo nuovo spettacolo».

Oltre il teatro classico ed i grandi successi televisivi insieme all'indimenticabile Trio, con Anna Marchesini e Tullio Solenghi, Lopez ha sempre coltivato negli anni la sua passione per la musica. «Ogni occasione era per me buona per cantare, già ai tempi di "Fantastico" – prosegue – con l'orchestra di Diego Morselli sino a “Ciao Frankie”, una sorta di tributo a Frank Sinatra che ho portato in giro per l'Italia seguendo un'idea di mio fratello Alessandro». Dopo aver duettato con Mina nel brano “Noi”, contenuto nel cd “Canarino Mannaro”, Lopez è stato incoraggiato dalla cantante ad approfondire il suo lavoro sul canto. «Non potevo non seguire un consiglio che mi dava addirittura Mina; tra l'altro suo figlio Massimiliano Pani mi fece conoscere la Jazz Company, che da allora ha sempre accompagnato i miei progetti compreso quest’ultimo.  “Sing e swing” mette insieme tutti i vari elementi del mio percorso artistico ed è strutturato come i concerti dei cantanti che interpretavano questo repertorio come Frank Sinatra Tony Bennet. Il progetto è costruito sulla musica ma intervallato da gag divertenti che nascono anche dal rapporto col pubblico. Per questo motivo spesso la scaletta cambia e anche le battute».

Lopez è ora impegnato nel programma di Raiuno “Tale e quale show”. «Ormai non sono molte le offerte interessanti che arrivano dalla televisione. I budget sono cambiati rispetto al passato e le buone idee faticano a spuntarla in un palinsesto in cui imperversano i talent show. Qualche tempo fa era nata l'idea di tornare in tv con il Trio ma sono mancate le condizioni per portare avanti il progetto che in questo caso era quello di rifare a modo nostro un grande classico come l’“Odissea” come in passato avevamo fatto per “I promessi sposi” di Manzoni. Ci hanno risposto: si va bene ma quanti giorni vi servono per girare? Immaginate che per realizzare “I promessi sposi” ci sono voluti cinque mesi e un lavoro di scrittura altrettanto lungo, qua ci parlavano di giorni. Anche se i budget sono cambiati, per noi è sempre importante fare lavori di qualità; se questo non è più possibile pazienza, preferiamo non realizzare nuovi progetti e lasciare agli spettatori un buon ricordo del Trio».

Per la prima volta in Sardegna con un suo spettacolo musicale, Lopez nella sua carriera non è riuscito a varcare spesso i confini dell'isola. «Per una serie di motivi o di fatalità quasi mai i miei impegni professionali hanno toccato la Sardegna cosa che mi dispiace molto anche perché è proprio qui che ho fatto la mia prima tournée. Ero un ragazzino sconosciuto eppure ricordo che mi sentivo circondato da quel calore e quell’ospitalità che si riservano alle persone importanti. Ricordo anche che mi offrivano al mattino la vernaccia al posto del cappuccino, ma a parte questo, vi giuro, non vedo l’ora di incontrare di nuovo il pubblico sardo»

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