Nebbia fitta in aeroporto, voli per Alghero dirottati
ALGHERO. Per centinaia di passeggeri, diretti dagli scali della penisola ad Alghero nella tarda serata di martedì scorso, il viaggio si è trasformato in un autentico incubo. L’aeroporto “Riviera del...
ALGHERO. Per centinaia di passeggeri, diretti dagli scali della penisola ad Alghero nella tarda serata di martedì scorso, il viaggio si è trasformato in un autentico incubo. L’aeroporto “Riviera del Corallo” era infatti interessato dalla presenza di una fitta coltre di nebbia con visibilità al di sotto dei centro metri. Una situazione che ha imposto alla torre di controllo di segnalare ai jet in arrivo l'impossibilità di atterraggio per motivi di sicurezza. Sono così cominciati i dirottamenti: il volo della Ryanair proveniente da Bologna ha fatto rotta per Cagliari-Elmas, mentre le tratte da Milano-Linate e Roma-Fiumicino hanno preso la direzione del “Costa Smeralda” di Olbia.
I passeggeri di Ryanair sono stati decisamente i più sfortunati nella scelta dello scalo alternativo: in aeroporto ad attenderli nella notte di martedì non c'era un solo bar aperto, quindi niente ristoro, i pullman tardavano ad arrivare ed è stata adottata perfino qualche soluzione piuttosto estemporanea per alcuni con trasferimenti ad Alghero sul pulmini da 6/7 posti. Per i 190 passeggeri l'incubo è finito all'alba del giorno successivo alla loro partenza da Bologna. Qualcuno si è rivolto alla Polizia aeroportuale, ha annunciato denunce, proteste, polemiche, ma la notte d'inferno era ormai trascorsa. Tanta rabbia però, in barba alla carta dei diritti dei passeggeri che appare sempre di più una sana enunciazione di buoni principi.
Più fortunati, si fa per dire, i passeggeri che dovevano arrivare ad Alghero da Roma e Milano e sono finiti a Olbia. Ad attenderli al “Costa Smeralda” c'erano i pullman con i quali sono rientrati alla destinazione originaria. Disagi inevitabili ma contenuti in qualche ora di ritardo a differenza dell'odissea dei passeggeri finiti a Cagliari. Ma i dirottamenti della notte di martedì hanno di fatto compromesso le partenze di mercoledì mattina: quelle per Bergamo (Ryanair) e Milano e Roma (Alitalia). I primi hanno atteso che giungesse sulla pista di Alghero il jet dirottato a Cagliari la notte precedente e sono stati imbarcati alla volta di Bergamo alle 10,40. Per Linate (188 passeggeri ) e Fiumicino ( 111) la scelta della compagnia è stata quella di trasferirli tutti a Olbia, dove si trovavano i due aerei dalla notte prima, a mezzo pullman. Qualcuno si è chiesto se non sarebbe stato più corretto portare sul Riviera del Corallo i due jet dell'Alitalia dirottati la notte prima, anziché trasferire 300 persone sui pullman fino al Costa Smeralda.
Il fenomeno della nebbia sullo scalo del nord ovest della Sardegna è abbastanza inconsueto. A volte, per anni, non si presenta ma succede anche che nell'arco di 12 mesi possa verificarsi due o tre volte. Per questo tipo di situazioni lo scalo è dotato dell'impianto Ils 1, come Olbia e Cagliari, che è aeroporto nazionale, ma quando la visibilità è a meno di 100 metri, come nella serata dell'8 dicembre, non c'è impianto che tenga. Non si atterra.
Le condizioni negative per nebbia le accertano insindacabilmente la torre di controllo e i tecnici dell'Enav, e le disposizioni debbono essere osservate dalle compagnie aerei e quindi dai piloti. Il fatto che sia stata disattesa la richiesta fatta la sera dell'Immacolata dai controllori di volo agli aerei in procedura di atterraggio di sostare sui cieli di Alghero in attesa del miglioramento delle condizioni di visibilità della pista, potrebbe essere legato alle scorte di carburante e alle regole di compagnia.
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