Uccise la nonna: non è sano di mente
CAGLIARI. Ha ucciso la nonna con trenta coltellate ma non è colpevole di omicidio volontario perché la perizia psichiatrica disposta dal giudice ha confermato quanto ha sostenuto fin dalle prime ore...
CAGLIARI. Ha ucciso la nonna con trenta coltellate ma non è colpevole di omicidio volontario perché la perizia psichiatrica disposta dal giudice ha confermato quanto ha sostenuto fin dalle prime ore dopo il delitto il suo difensore: Anthony Muscas, 21 anni, è incapace di intendere e di volere. Lo era anche il 13 aprile di due anni fa, quando al culmine dell’ennesima lite nella casa di Serramanna, in via 25 aprile, ha impugnato un piccolo coltello da cucina e con quello ha trafitto un’infinità di volte Maria Santoro (65 anni). Preso atto della perizia medico-legale e delle richieste del pm Gilberto Ganassi, il gup Cristina Ornano ha stabilito nella sentenza di assoluzione, richiesta anche dall’avvocato Riccardo Floris, che il giovane sia sottoposto alla vigilanza costante dei Carabinieri e che sia seguito per almeno tre anni da un centro di terapia psichiatrica.
Muscas venne arrestato poche ore dopo il delitto e rinchiuso nel carcere di Buoncammino con l'accusa di omicidio volontario. Ma fin dalle prime indagini fu evidente come le sue condizioni psichiche fossero precarie: il giovane era seguito dal centro di salute mentale e viveva con la nonna fin dall'età di tre anni. Le liti erano all’ordine del giorno, quella volta a scatenare la furia omicida sarebbe stata una violenta discussione nata all'ora di cena da una banalità: il giovane si era appena seduto per mangiare un trancio di pizza quando si rivolse alla nonna per chiederle soldi. Voleva dieci euro per andare al circo, la pensionata glieli negava. Tanto, secondo quanto ammesso da lui stesso, sarebbe bastato per indurre Anthony a impugnare un coltello da cucina e con quello colpire la pensionata. Non una, ma secondo il medico legale almeno una trentina di volte, fino a spezzare la lama del coltello. Quindi la fuga da casa, con Maria Santoro che forse non era ancora morta, distesa sul pavimento della cucina. Tant’è che è riuscita a urlare fino ad attirare l’attenzione di una una vicina di casa, che ha chiamato la figlia della pensionata. I carabinieri sono arrivati immediatamente, ma all’intervento dei medici del 118 la donna era ormai senza vita. Poche ore e Anthony Muscas, confessato il delitto e in pieno stato confusionale («Ma come sta nonna?») varcava la soglia del carcere di Buoncammino con l’accusa di omicidio. (m.l)
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