I sindacati bocciano la Finanziaria 2016
CAGLIARI. La Finanziaria 2016 è ancora una bozza. L’assessore al Bilancio ha una contabilità preliminare ma mancano i dettagli. E senza consegnare però nulla di scritta l’ha presentata in anteprima...
CAGLIARI. La Finanziaria 2016 è ancora una bozza. L’assessore al Bilancio ha una contabilità preliminare ma mancano i dettagli. E senza consegnare però nulla di scritta l’ha presentata in anteprima alle forze sociali: i sindacati e le imprese. Nei prossimi giorni, numeri e voci saranno snocciolati nel dettaglio , per ora si sa che le entrate a disposizione saranno di 6 miliardi e 628 milioni, con all’incirca un aumento di 128 milioni rispetto alla Finanziaria del 2015. Ma il margine di manovra (leggi investimenti) sarà ridotto a non più di 300-400 milioni visto che il resto è blindato: metà servirà a pagare la sanità (intorno ai 3,2 miliardi) e poi una parte di quanto avanza è destinato alle cosiddette spese obbligatorie, cioè stipendi e affini in carico alla macchina regionale, enti e agenzie comprese. Il resto di quanto la Giunta ha intenzione di fare per far ripartire lo sviluppo dovrà arrivare dagli investimenti programmati in base ai fondi europei (saranno i primi a essere spesi) e alla parte del mutuo per le infrastrutture (era di 400 milioni) sottoscritto l’anno scorso. Va ricordato infine che anche la Finanziaria 2016 sarà con il pareggio di bilancio (tutto quello che sarà incassato potrà essere speso) e sarà la seconda sottoposta a questo regime dopo l’esordio nel 2015.
I sindacati. All’uscita dall’incontro con l’assessore Paci, i segretari regionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno storto subito il naso. La sintesi del loro commento può essere questa: «Siamo molto delusi». Perché? Oriana Putozlu (Cisl) ha detto: «C’è poco o nulla per rilanciare l’occupazione e gran parte delle possibilità sono rimandate ai fondi europei che però sappiamo essere sempre a rischio». Michele Carrus (Cgil) ha aggiunto: «In questa bozza, c’è solo una valanga di dati contabili e intuiamo invece l’assenza di idee su come affrontare le vere vertenza: dalla crisi dell’industria alla povertà in aumento, dai giovani senza lavoro alla nuova emigrazione. Poi c’è anche gran poco su come potrebbero essere sostenuti i Comuni da sempre in prima linea contro il disagio sociale. Poi qualcuno ci spieghi: quali sono stati frutti immediati del mutuo per le infrastrutture in questo primo anno. Noi non siamo riusciti a ancora a capirlo» Il commento di Francesca Ticca (Uil) è stato ancora più spietato: «Non c’è neanche un particolare, in questa manovra, che ci possa far pensare a un progetto di sviluppo. Se la Regione fosse un azienda, farebbe bene a dichiarare il fallimento perché abbiamo avuto la conferma: non ha più soldi da spendere. Serve ben altro per rilanciare la Sardegna soprattutto quanto all’orizzonte pare esserci qualche segnale di ripresa». Infine Sandro Pilleri dell’Ugl: «Mi sarei aspettato molto di più. Invece ci siamo di fronte alla solita manovra contabile imprigionata da spese che la Regione non vuole proprio tagliare e così non si va da nessuna parte». (ua)
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