La Nuova Sardegna

La protesta contro le “deportazioni”

L’incubo era finire lontano, dietro una cattedra al Nord Italia. I docenti sardi per dire no alle “deportazioni” la scorsa estate hanno costituito un comitato chiamato Valigie 10 agosto, e hanno...

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L’incubo era finire lontano, dietro una cattedra al Nord Italia. I docenti sardi per dire no alle “deportazioni” la scorsa estate hanno costituito un comitato chiamato Valigie 10 agosto, e hanno manifestato nelle piazze, negli aeroporti, organizzando flash mob e conferenze. Tutti contro la “buona scuola”, tutti precari in bilico tra il sogno di un posto fisso e la paura di lasciare la famiglia, le certezze, per andare lontano. Al punto che tanti hanno rinunciato a presentare la domanda. È finita bene: 279 docenti ex precari hanno conquistato una cattedra e solo una cinquantina ha dovuto fare la valigia. Quasi tutti – come da copione – per partire al Nord, soprattutto Veneto e Friuli. La stragrande maggioranza dei precari è invece rientrato nella fascia C, quella dei potenziamenti: tutte le domande sono state accolte, addirittura il numero si è rivelato inferiore rispetto ai posti disponibili. Al punto che in Sardegna sono arrivati 200 docenti dalla penisola. A settembre si ricomincia: le assegnazioni sono temporanee, tutti i nomi e ruoli saranno rimessi in discussione. Ma il posto fisso, ormai, è intoccabile.

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