Paci: su di noi il peso di sbagli altrui
L’assessore al bilancio: aumento inevitabile dopo anni di spesa fuori controllo
CAGLIARI. Il peso dell’annuncio «ci saranno più tasse» è spettato all’assessore al Bilancio. Sia chiaro: Raffaele Paci avrebbe dribblato volentieri l’incombenza, ma la sua analisi è una sola: «I conti sono conti e non potevamo più girare la faccia dall’altra parte e dire che la sanità non è un problema». Lo è ed eccolo allora, con un filo di voce – senza essere però interrotto dai singhiozzi che a suo tempo resero famosa Elsa Fornero per il taglio alle pensioni – costretto a dire il perché della pessima novella. «È un provvedimento purtroppo necessario – dice – se vogliamo dare una svolta e risanare finalmente le casse della Regione devastate da anni di spesa sanitaria fuori controllo per poi consegnare fra tre anni ai sardi una regione sana senza più la zavorra di enormi debiti sulle loro spalle». E questo lo dice tutto d’un fiato, una pausa e subito dopo quello che può un giuramento solenne: «Ma posso assicurare che le fasce economicamente più deboli della società non saranno toccate, e che il sacrificio chiesto è solo per un periodo di tempo e sarà proporzionale alle possibilità economiche di ciascuno». Era inevitabile? «Sì, non potevamo più far finta di niente e lasciare che il dramma della spesa sanitaria continuasse ad autoalimentarsi e a peggiorare. Chi ci ha preceduto al governo (il centrodestra) ha lasciato il disastro. E noi abbiamo sentito il dovere preciso e non più rinviabile d’intervenire per salvaguardare le future generazioni». Sicuro? «Sì, il piano di rientro è indispensabile per evitare quei tagli che ricadrebbero invece su scuola, ricerca, assistenza sociale, sport, spettacolo, ambiente e cultura. Aumentare l’addizionale Irpef è una scelta equa. Poi spetterà a noi fare il resto: abbattere gli sprechi nella sanità. Abbiamo cominciato a farlo e saremo ancora più decisi nel continuare».
I sindacati. I segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono stati i primi a sapere dall’assessore che ci sarà la nuova tassa. A caldo la loro replica è stata dura: «Più di metà del disavanzo sta per essere scaricato sui cittadini e la nostra risposta è un no secco». Con a seguire diverse controproposte: «Andrebbe rivista invece l’Irap, è l’imposta sulle attività produttive, ridotta l’anno scorso dalla Giunta in aggiunta agli altri sgravi introdotti dal Governo. Se serve, bisogna riaumentarla per spalmare il contributo straordinario anche sulle aziende. Oppure bisogna puntare sulle tasse di scopo sperimentate altrove: a cominciare da quella di soggiorno in modo da distribuire l’onere del debito, non solo sui cittadini. E invece saranno loro a pagare la quota più alta, nonostante gli errori siano colpa della politica in generale e di una pessima gestione in particolare». (ua)
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