Le opposizioni: «Basta bugie e imbrogli»
Cappellacci propone una vertenza 2: sanità e continuità non possono essere a carico dei soli sardi
CAGLIARI. Quella che per il centrosinistra è stata la giornata della svolta nei rapporti con lo Stato centrale, per il centrodestra è stata poco più di una farsa. «Basta bugie e imbrogli – attaccano l’ex governatore Ugo Cappellacci e la consigliera forzista Alessandra Zedda –. Da due anni dicono di avere più soldi, ma sono sempre di meno. Se è come dicono loro, perché hanno aumentato l'Irap, vogliono aumentare l'Irpef o introdurre ticket, hanno tagliato i soldi ai Comuni e indebitato i sardi con un supermutuo da 700 milioni? Anche nel luglio 2014, dopo l'accordo patacca con Padoan, parlavano di svolta storica, ma i conti sono davanti agli occhi di tutti, insieme alla vergogna del ritiro dei ricorsi alla Corte che altri stanno proseguendo e, come la Sicilia, anche vincendo». Cappellacci e Zedda affermano di avere loro una soluzione vera per chiudere la vertenza con lo Stato. «Forza Italia proporrà la vertenza entrate 2: non solo per recuperare il maltolto, ma anche per rimediare all'errore, compiuto nel 2006, di accettare che le spese della Sanità e della continuità aerea fossero sostenute dai sardi anziché dallo Stato». Da Forza Italia anche Ignazio Locci accusa la giunta Pigliaru di aver strappato «un accordo farsa, un’intesa con cui Pigliatu e Paci sperano di rendere i sardi fessi e contenti. Quanto strappato al Governo centrale, infatti, non è ciò che legittimamente spetta alla Sardegna, così come certificato dalla relazione della Corte dei Conti, nella quale si sottolinea che l’ammontare netto dei residui attivi relativi al periodo 2010-2014 risulta pari a 1.267 milioni. Una cifra ben più consistente dei 900 milioni riconosciuti all’isola grazie alla stipula in Commissione paritetica. In soldoni, mancano 367 milioni di euro che presidente e vice ignorano per paura di alzare la testa con il governo Renzi». Duro anche il consigliere regionale dei Riformatori, Attilio Dedoni. «Viene difficile trattenere le risate davanti all'esaltazione del duo Pigliaru-Paci per l'elemosina di 600 milioni con cui sostengono di aver chiuso la vertenza, soprattutto per chi si ricorda le cifre con cui Soru aveva dato il via alla rivendicazione nei confronti dello Stato. Anche se, a dire il vero, per la Sardegna c'è ben poco da ridere, vista l'incredibile mole di denaro che Roma ci deve e che questa Giunta non ha alcuna intenzione di reclamare». (al.pi.)
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