La magia sotto il ghiaccio: vedi le foche e ti emozioni
SASSARI. Nel 1992 Tommaso, tifosissimo della Torres e appassionato “spettatore” del Vanni Sanna, ha lasciato Sassari per inseguire il sogno di diventare un marinaio «e di scoprire il mondo», aggiunge...
SASSARI. Nel 1992 Tommaso, tifosissimo della Torres e appassionato “spettatore” del Vanni Sanna, ha lasciato Sassari per inseguire il sogno di diventare un marinaio «e di scoprire il mondo», aggiunge lui. «Dopo vent’anni posso dire di aver realizzato buona parte di quel sogno. Insieme a un mio collega diamo supporto alle immersioni, ai ricercatori scientifici che si occupano di biologia marina e di attività subacquee in generale».
In cosa consiste, concretamente, la giornata tipo al Polo sud? «Prima di tutto si fanno i fori nel pack (la lastra di ghiaccio ndc), si rimane senza fiato quando compare il mare. Poi si pulisce il foro con i retini per recuperare e togliere il ghiaccio rimasto. Dopo qualche minuto vedi la prima foca. È un momento magico, una gioia per veterani e neofiti, ovviamente tutti pronti a fare le foto di rito. Quindi arriva il momento dell’immersione e mentre ti stai preparando (mute stagne, tute integrali in pile sotto e maschere granfacciali per isolare il viso dall’acqua fredda) senti distintamente il verso gutturale delle foche che attraversa il ghiaccio e arriva fino a te». È una fase delicata, ci sono tante cose da monitorare: «Il profondimetro, la muta, il jacket, la discesa – spiega il palombaro sassarese – Quando arrivi in fondo, dai un’occhiata in giro, la visibilità è eccezionale, alzi la testa e vedi il pack, dal lato opposto a quello che tutti conoscono, sembra un cielo in tempesta, carico di colori scuri: nero, marrone e giallo. Riprendi tutto con la videocamera». Sono attimi di grande intensità dove la concentrazione è fondamentale. Ma arriva anche il momento in cui puoi goderti lo spettacolo: «Ti rilassi, capisci dove sei e senti nuovamente il verso della foca – dice Tommaso – guardi intorno per cercarla ma non riesci a vederla. Intanto ti chiamano dalla superficie, risali e trovi i tuoi compagni di avventura pronti a riceverti e spogliarti per riportarti al caldo». Tè bollente e doccia calda che deve durare almeno 20 minuti. «Poi accendi il computer, scarichi il file, parti con il video e…ecco la foca, elegante e silenziosa sott’acqua. Non si era fatta vedere per tutta l’immersione e invece era lì, si era limitata a guardarti, sfuggente per l’occhio umano ma non per il sensore della videocamera». (na.co)
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