Sassari, in migliaia per la Porta Santa
Prima la liturgia a Santa Maria in Betlem, poi la folla con in testa monsignor Paolo Atzei raggiunge la Cattedrale
SASSARI. Alle 16,29 di ieri l’arcivescovo di Sassari padre Paolo Atzei ha spinto le due ante della porta centrale del duomo di San Nicola, dopo aver ripetuto la formula che precede l’apertura della Porta Santa di questo Giubileo straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco. Un rito solenne, anche se con la sobrietà chiesta da Papa Francesco, salutato dalla folla accalcata sul sagrato della Cattedrale, con un lungo applauso.
Un pomeriggio che si era aperto davanti alla chiesa di Santa Maria in Betlem, dove si è celebrata la liturgia di preparazione all’apertura della Porta Santa. E a Santa Maria si erano ritrovati i sacerdoti della diocesi, i vescovi emeriti ma soprattutto tantissimi fedeli, molti dei quali arrivati in autobus dai centri del circondario.
Da Santa Maria si è mossa la processione, accompagnata dalle autorità civili e militari e dai rappresentanti dei Gremi. Nel frattempo in piazza del Duomo si era radunata una piccola folla mentre il sagrato della Cattedrale era circondato da una cintura di sicurezza formata dagli scout della diocesi. Una settantina i volontari che dai gruppi scout Agesci di Sassari e Porto Torres, si sono messi a disposizione dell’organizzazione. Discreto, invece, lo schieramento degli uomini delle forze dell’ordine (quasi tutti in borghese) dispiegato dal questore Pasquale Errico, anche se non mancavano gli uomini in divisa. Un pomeriggio all’insegna della tranquillità, che si è improvvisamente elettrizzato quando in piazza del Duomo si è affacciata la processione guidata da padre Paolo Atzei. Corteo seguito con attenzione dai fedeli che gremivano la piazza. Come a una festa. «È veramente una festa – ha commentato Manuel, 22 anni, appartenente all’Azione Cattolica sassarese – . È una grande festa di fede alla quale ci ha chiamato Papa Francesco». Più pragmatica Giuseppa, arrivata da Sorso: «Sono qui perché sono cose che capitano solo una volta nella vita». Teresa è invece una signora di 70 anni circa, che gradino dopo gradino, è riuscita a guadagnare il sagrato del Duomo, a stretto (strettissimo) contatto con la catena umana degli scout. Che la invitano a non avere fretta al che lei replica in sassarese: «A ru mancu chistha suddisfhazioni (almeno questa soddisfazione la voglio avere)» mentre allunga una mano per toccare un’anta della Porta Santa.
Una volta aperta - anche se con un piccolo ritardo a causa della catena che bloccava i cancelli del Duomo - la Porta Santa è stata letteralmente presa d’assalto dai fedeli: un rapido tocco, quasi una carezza delle grandi ante, e poi dentro la Cattedrale per cercare di guadagnare un posto a sedere. Davanti all’altare i (pochi) posti riservati alle autorità e ai sindaci della diocesi, molti dei quali arrivati con i pullman, insieme con i fedeli. Quasi eroica una giovane mamma che ha forzato la muraglia umana che si era formata all’ingresso del Duomo: «Fate toccare la Porta ai miei bambini». E la folla ha obbedito.
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